Non e’ come si inizia ma come si finisce

Scendeva lentamente, insieme ai suoi compagni. Scendeva ondeggiando lievemente, bianco, soffice e freddo. Guardava la terra che si avvicinava sempre piu’, gia’ riusciva a distinguere le citta’, i boschi ed i mari. Una malinconica felicita’ lo pervadeva, stava per compiere il suo destino ma la brevita’ della sua vita lo turbava. Sarebbe arrivato sulla terra sciogliendosi al suo contatto tiepido, oppure si sarebbe abbracciato ai suoi compagni a formare mucchietti sui marciapiedi o sui rami di un albero, avrebbero prolungato un po’ la loro vita per morire poi insieme. Il suo era un destino ineluttabile e lo accettava serenamente, ma il modo di finire la sua vita, sciogliendosi in un angolo di quello sperduto pianeta no, non gli piaceva affatto. Mentre pensava a tutto questo era quasi giunto sopra una citta’, ne vedeva le strade, le chiese, i palazzi. Si avvicinava sempre di piu’ nel suo continuo lieve volteggiare quando la vide. Era veramente bella, camminava lentamente, i capelli biondi illuminati dai lampioni della strada ed il viso in su ad assaporare il fresco della neve, un sorriso quieto sul volto.

– Ecco! penso’ il fiocco di neve, e li’ che voglio finire la mia vita.

Si spinse fino a raggiungere il viso della ragazza facendosi largo fra gli altri fiocchi di neve e si poso’ sulle sue labbra. Si sciolse all’istante a contatto con il loro calore e mentre moriva sorrideva felice.

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Lolly – Racconto ranocchioso (ultima parte)

Lolly, distesa sopra una splendida ninfea rosa, si riscaldava al sole. Ma il cuore no, tremava per il gelo. Sapeva di amare e di essere ricambiata, ma comprendeva benissimo l’impossibilita’ di quell’amore. Mentre pensava tutto questo, una grossa libellula color corallo dalle ali irridescenti le svolazzava intorno infastidendola:

– ma cosa fai? le disse, il fatto che io non ti mangi perche’ sei troppo grossa per me, non ti autorizza a disturbarmi!

– mia adorata Regina, rispose la libellula, non volevo disturbarti, ma attirare la tua attenzione. Anche se non mi mangi, unicamente perche’ sono troppo grande per te, ti rispetto perche’ sei la Sovrana dello stagno, una brava Sovrana, e mi dispiace vederti soffrire inutilmente

– cosa ne sai tu della mia situazione? obietto’ Lolly

– adesso ti spiego, rispose la libellula.

Qualche anno fa un’apprendista strega doveva esercitarsi a trasformare i principi in ranocchi, una cosa che si rende necessaria per potere scrivere le fiabe. Ma mentre i principi scarseggiavano, i ranocchi abbondavano e la sciocca apprendista, penso’ bene pur di  esercitarsi, di fare al contrario e trasformava i ranocchi in principi ma dimenticando di dirgli che se una rana li avesse baciati tutto sarebbe tornato come prima.

Capirete bene che Lolly rimase prima allibita e subito dopo si rese conto che il suo sogno d’amore si poteva realizzare.

Inutile raccontare di come Lolly, dopo aver baciato il principe dai capelli verdi, prontamente avvertito dalla stessa libellula, si ritrovo’ accanto uno splendido ranocchio che divento’ il suo compagno di vita e Re dello stagno.

Furono avvertiti anche tutti gli altri ranocchi diventati Principi e l’apprendista strega fu ammonita di non essere piu’ cosi’ superficiale e distratta 

 … e infine tutti vissero felici e contenti.

Immagini da Pinterest

Lolly – Racconto ranocchioso 


Lolly era una magnifica rana, la piu’ bella, la piu’ grassa, la piu’ verde dello stagno. Per questo ne era diventata la Regina. Lo stagno, anche se piccolo, era splendido. L’acqua verdolina, ricca di alghe era abitata da moltissimi piccoli pesci colorati e dalle altre rane. Tutto intorno erano prati in fiore, cespugli ed alberi da frutto e l’aria era piena di api, libellule ed insetti vari di cui le rane si cibavano. Lolly viveva cosi’ in questo piccolo stagno circondato da ranuncoli dorati, godendosi il sole e chiacchierando con le sue amiche e mangiando insetti succulenti. La sua vita scorreva serena ma non era completamente soddisfatta, sentiva che nella sua vita mancava qualcosa ed ogni giorno che passava diventava sempre piu’ triste. Lei se ne rendeva conto, non voleva diventare pero’ come quel principe dagli strani capelli verdi che ogni tanto si veniva a sedere vicino lo stagno e sospirava con aria triste per ore. Ripensandoci, non si era mai domandata che cosa lo tormentasse, decise allora che appena sarebbe venuto gli avrebbe rivolto la parola.

Cosi’ accadde che un giorno il principe dai capelli verdi e dall’aria triste venne a sedersi in riva allo stagno e incomincio’ a tirare sassolini nell’acqua. Lolly ne approfitto’ per rivolgergli la parola:

– mio principe, non si addice al vostro rango arrecare disturbo ad una pacifica colonia di rane di cui mi onoro di essere regina!

– sono desolato, o mia regina, non era mia intenzione nuocervi, non mi ero accorto che lo stagno fosse abitato, vogliate perdonarmi mi ritiro immantinente e non vi disturbero’ mai piu’, anche se a malincuore perche’ questo e’ un luogo delizioso.

Lolly, estasiata da tanta grazia e gentilezza lo prego’ di rimanere e di tornare tutte le volte che avesse voluto purche’ non gettasse piu’ sassolini nell’acqua per evitare che qualche pesce o rana si potesse far male.

Fu cosi’ che ogni giorno il Principe dai capelli verdi venne allo stagno. Lolly si accomodava  sopra un sasso e chiacchieravano per ore.

Si confidarono sulla loro insoddisfazione e tristezza e si confortavano a vicenda. Tra loro era nata una splendida amicizia e forse … anche di piu’. La natura a volte e’ crudele, un umano ed una rana, quando mai si era detto? La storia d’amore piu’ impossibile di tutte le storie d’amore! E cosi’ adesso era peggio di prima. I due si guardavano negli occhi e si struggevano d’amore …

… continua


Diario di una gatta (Maya) – 10 gennaio 2018

immagine dal web

Ebbene, cari umani, avevate capito bene, la storia non era affatto finita. Ero stata per diversi giorni, in seguito allo shock subito, in uno stato di prostrazione inaudita, dormivo sempre e mangiavo solo cose stuzzicose perche’ non avevo fame. Tesoro, sicuramenre schiacciata dai sensi di colpa, si prodigava a cucinarni pranzetti succulenti e Cicciomio mi coccolava continuamente. Io mi ero ripresa e pensavo che i due perfidi avessero capito come la pensavo sulla possibilita’ di un gatto abusivo nella MIA casa. Anche il mio cagionevole stato di salute, dopo la prepotenza subita, che li aveva allarmati, avrebbe dovuto farli desistere dal loro turpe piano. Ma quando mai! perdincigatto! madre di tutte le turpitudini! dopo una settimana Tesoro esce di casa e rientra dopo cinque minuti con l’orrida gabbia con annesso gatto bianco prigioniero. Orrore! potreste mai immaginare cosa una povera gattina delicata, buona, cagionevole di salute, affettuosa e fedele come un cane (ma che gazzo sto dicendo!) possa avere mai provato? Il cuore mi tremo’, il pelo mi vibro’, le zampette ammollarono, il mio splendido e “sculuruto” pelo sbianco’ … ma io impavida ed eroica gatta con l’ultimo sprazzo di forze che mi restava fuggii e mi infilai sotto il letto decisa a non uscirne mai piu’.  Non so perche’ questi due deficienti continuano pervicacemente a tentare di infiltrare un altro gatto in questa casa, che vogliano sostituirmi? non posso crederci! forse per loro non sono abbastanza? vorrebbero piu’ coccole da parte mia? ma perche’ non si prendevano un cane, vermi spelati che non sono altro! ignoranti e traditori …  Sono uscita da sotto il letto, silenziosamente ho perlustrato la casa. Del nemico non v’era traccia. Tesoro e Cicciomio si guardavano sconsolati ed io avevo fame, che dovevo fare? ho finto, vergognandomene, di volere coccole. Loro hanno abboccato. Ho dovuto subire le loro mani addosso senza morderli come faccio di solito. Tesoro e’ andata a riempirmi la scodella di quei deliziosi croccantini all’anatra, zucca e melograno, che non so cosa siano, ma mi piacciono tanto, Tesoro dice sempre, anche se non so che vuol dire, che costano un occhio della testa (ma perche’ ci sono occhi in altre parti del corpo?) Ma non divaghiamo, la situazione e’ fuori controllo, non finisce cosi’, ho gia’ un piano per vendicarmi

Suggestioni notturne

fotografia dal web

Prologo

La stanza era buia, completamente buia e silenziosa. Lei si muoveva piano nel letto quasi timorosa di disturbare quel silenzio. L’insonnia la tormentava, respirazione yoga, tecniche di rilassamento, pure le pecore provava a contare, ma il sonno non arrivava. Si girava e rigirava tra le lenzuola senza un attimo di tregua e non sapeva se sperare che la notte durasse a lungo per avere piu’ tempo per addormentarsi o che il mattino arrivasse presto per alzarsi e cominciare una nuova giornata.

Narrazione

Nel silenzio della stanza si sentiva un leggero rumore, un raschiare sommesso sul muro o forse sul legno del cassettone, intervallato da piccolissimi, quasi impercettibili colpi.

– Sara’ un tarlo, penso’ e tese l’orecchio per capire meglio cosa fosse quel rumore. Ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a capire cosa potesse essere ne’ da dove provenisse. Si rigiro’ sul fianco mettendosi il cuscino sulle orecchie per non sentire. Ma il rumore aumento’, anzi si aggiunse un leggero tramestio come di piccoli passi. Lei incomincio’ ad avere paura. Normalmente non era una persona paurosa, ma la mancanza di sonno ed il nervosismo che ne derivava la inquietarono parecchio. Si decise ad accendere la luce del comodino e si guardo’ intorno in tutta la stanza, negli angoli in ombra, dietro le tende ma non trovo’ di strano, anzi il rumore era cessato.

– Ma si, sara’ un tarlo, e spense la luce. Ma dopo qualche istante il rumore ricomincio’ piu’ forte. Adesso aveva veramente paura, il rumore era troppo forte per essere un tarlo. Riaccese la luce e si alzo’ decisa a capire cosa stesse succedendo. Incomincio’ a guardare in ogni angolo, apri’ i cassetti, l’armadio, ma non trovava nulla di anomalo e nel frattempo il rumore era cessato. Ritorno’ a letto, questa volta lasciando la luce accesa e con i sensi ormai all’erta. Dopo pochi minuti il rumore ricomincio’ piu’ forte di prima. Tonfi, passi affrettati, oggetti smossi. Adesso era veramente terrorizzata, ma credeva di avere capito da dove veniva il rumore. Si diresse verso l’armadio e lo apri’, era buio dentro e riusciva appena a intravedere i vestiti appesi. Cerco’ nel cassetto del comodino la torcia elettrica che teneva in caso fosse mancata la luce, cerco’ di accenderla ma non funzionava, probabilmente la batteria si era scaricata. Ormai spaventata a morte ma risoluta a chiarire la faccenda,  ando’ in cucina e prese una candela, l’accese e incomincio’ a guardare bene dentro l’armadio.

Epilogo

– Non capisco come possa essere accaduto!

il Capo dei Pompieri parlava col poliziotto chiamato dai proprietari dell’appartamento accanto che durante la notte era stato svaligiato mentre erano fuori per il fine settimana.

– E’ incredibile come succedano le cose, contemporaneamente, svaligiano un appartamento e accanto scoppia un incendio. Fortuna che gli inquilini tornando abbiano chiamato pompieri e polizia, altrimenti sarebbe andato a fuoco tutto il palazzo. Resta un mistero come sia scoppiato l’incendio, non c’e’ traccia di corto circuito e la poverina non fumava neanche.

Giuliana Campisi

Gatti e topi – ultimo episodio e nota finale

Faticosamente lo issarono sopra il pattino, la parte posteriore, sedere, zampe e coda pendeva per terra, ma non c’era altra soluzione. Ancor piu’ faticosamente riuscirono a portarlo fino alla porta di casa e dopo vari tentativi lo fecero passare attraverso la gattaiola. Dopo, De Topolis e famiglia fuggirono via perche’ il trambusto aveva svegliato l’umana del Sig. De Gattolus che, prontamente accorsa, si prese cura del suo gattone semitramortito.

Andarono tutti a dormire certi di aver fatto la cosa giusta, ma con gran spavento e stupore al risveglio De Topolis trovo’ De Gattolus in agguato fuori dalla sua porta.

– Non aver paura, disse. Non sono qui per darti la caccia, ieri mi hai salvato e non posso che esserti grato. Devo sdebitarmi, chiedimi qualunque cosa, ma sappi che dopo essermi sdebitato riprendero’ il mio mestiere di gatto e riprendero’ a darti la caccia e … nemici come prima.

Superato lo stupore iniziale, De Topolis, consultatosi con la famiglia, chiese al gatto di leggergli il libro scritto in gattese.

E cosi’ fu.

La famiglia De Topolis seduta attorno alla piccola porta d’entrata ascolto’ la storia che De Gattolus all’esterno incomincio’ a leggere:

“Nel piccolo paese di Animalia la neve scendeva lenta e silenziosa ma tutt’attorno un brusio gioioso rallegrava l’atmosfera natalizia. Era il 24 dicembre, l’unico giorno in cui tutti gli animali festeggiavano insieme senza darsi la caccia, leoni e gazzelle brindavano allo stesso tavolo, aquile e conigli, cani e gatti, gatti e topi …”

                                      The End 

Immagini da Pinterest

Nota: vi prego di leggere gli episodi di questa favoletta con leggerezza e senza spirito critico, infatti e’ stata scritta per scommessa, di volta in volta, senza una trama  e senza correzioni o aggiunte successive.

Gatti e topi – ep. 6

immagine dal web

Il Sig. De Topolis con la moglie Dulcinea ed il figlio Pepper, decisero, per distrarsi un po’, di fare una passeggiatina per le strade del paese ormai completamente imbiancato dalla neve e luccicante di addobbi natalizi e luminarie. Avevano in mente anche di intrufolarsi nel piccolo market del centro, dove ogni tanto riuscivano a racimolare qualche crosta di formaggio da mettere nella zuppa. Il piccolo buco che avevano praticato nella porta di legno per entrare c’era ancora, entrarono uno alla volta e muovendosi all’interno del negozio alla luce fioca  del lampione sulla strada che entrava da una finestrella, si diressero al reparto salumeria. Ma qualcosa li mise all’erta. Uno strano impercettibile lamento proveniva dal reparto dolciumi. Cautamente si avvicinarono e davanti ai loro occhi si paro’ una scena tragicomica: l’albero di natale che Mister Dundy, proprietario del market, aveva allestito al centro del magazzino, era crollato a terra, gli addobbi sparpagliati ovunque e le piccole luci a intermittenza pulsavano impazzite. Per meta’ sotto l’albero, col pelo arruffato, semitramortito, con un occhio aperto ed uno semichiuso, stava Mister Iron, il grosso gatto grigio che abitava di fronte casa loro e che suoleva dargli la caccia in continuazione. Con voce flebile disse:

– vi prego, aiutatemi, so che siamo nemici ma abbiate un minimo di pieta’, non abbandonatemi, non riesco a muovermi, sono tutto un dolore!

De Topolis, dopo il primo momento di stupore si consulto’ con la moglie e anche se non eccessivamente convinto, decise di aiutarlo. Mando’ il figlio Pepper a prendere a casa un vecchio pattino a rotelle che avevano trovato in strada tempo addietro e che usavano  quando dovevano trasportare qualcosa di grosso e di pesante … continua

Gatti e topi – ep. 5

illustrazione di Chris Dunn

Il Notaio Topastris seduto sul suo seggiolone, calamaio, penna e fogli sottozampa, con aria sussiegosa disse:

– la traduzione necessita di preliminare firmato da entrambe le parti al costo di mezza forma di gruviera, in seguito il rogito notarile da registrare e trascrivere al costo di una forma di parmigiano stagionato …

De Topolis approfittando del fatto che il Notaio era concentrato sul foglio che leggeva, indietreggio’ lentamente e sveltamente infilo’ la porta e scappo’ via senza neanche ascoltare la conclusione del discorso. Non si capacitava, da bravo e generoso topo qual era, di quanto tutti fossero interessati ad ottenere qualcosa da lui per una semplice traduzione dal gattese. Era forse morto il senso di solidarieta’ tra esseri animali? Deluso e amareggiato torno’ a casa a consolarsi con la sua famiglia … continua

Gatti e topi – ep. 4

illustrazione di Chris Dunn
Mister Tassobibus, sprofondato in una enorme poltrona, borbottava tra se’ e se’,  come se De Topolis non gli fosse davanti:

– si si, tradurre, si, dal gattese gia’, occorre … ecco forse, meglio un anticipo, non si sa mai non dovesse poi pagare, ecco gia’ magari il Notaio Topastris mi frega il cliente ed io gia’ gia’, rimango a bocca asciutta eh eh…

De Topolis, per quanto ingenuo, aveva capito l’antifona e, senza neanche salutare il marpione, sgattaiolo’ fuori deciso a recarsi dal Notaio Topastris … continua