Diario di una gatta (Maya) – 10 gennaio 2018

immagine dal web

Ebbene, cari umani, avevate capito bene, la storia non era affatto finita. Ero stata per diversi giorni, in seguito allo shock subito, in uno stato di prostrazione inaudita, dormivo sempre e mangiavo solo cose stuzzicose perche’ non avevo fame. Tesoro, sicuramenre schiacciata dai sensi di colpa, si prodigava a cucinarni pranzetti succulenti e Cicciomio mi coccolava continuamente. Io mi ero ripresa e pensavo che i due perfidi avessero capito come la pensavo sulla possibilita’ di un gatto abusivo nella MIA casa. Anche il mio cagionevole stato di salute, dopo la prepotenza subita, che li aveva allarmati, avrebbe dovuto farli desistere dal loro turpe piano. Ma quando mai! perdincigatto! madre di tutte le turpitudini! dopo una settimana Tesoro esce di casa e rientra dopo cinque minuti con l’orrida gabbia con annesso gatto bianco prigioniero. Orrore! potreste mai immaginare cosa una povera gattina delicata, buona, cagionevole di salute, affettuosa e fedele come un cane (ma che gazzo sto dicendo!) possa avere mai provato? Il cuore mi tremo’, il pelo mi vibro’, le zampette ammollarono, il mio splendido e “sculuruto” pelo sbianco’ … ma io impavida ed eroica gatta con l’ultimo sprazzo di forze che mi restava fuggii e mi infilai sotto il letto decisa a non uscirne mai piu’.  Non so perche’ questi due deficienti continuano pervicacemente a tentare di infiltrare un altro gatto in questa casa, che vogliano sostituirmi? non posso crederci! forse per loro non sono abbastanza? vorrebbero piu’ coccole da parte mia? ma perche’ non si prendevano un cane, vermi spelati che non sono altro! ignoranti e traditori …  Sono uscita da sotto il letto, silenziosamente ho perlustrato la casa. Del nemico non v’era traccia. Tesoro e Cicciomio si guardavano sconsolati ed io avevo fame, che dovevo fare? ho finto, vergognandomene, di volere coccole. Loro hanno abboccato. Ho dovuto subire le loro mani addosso senza morderli come faccio di solito. Tesoro e’ andata a riempirmi la scodella di quei deliziosi croccantini all’anatra, zucca e melograno, che non so cosa siano, ma mi piacciono tanto, Tesoro dice sempre, anche se non so che vuol dire, che costano un occhio della testa (ma perche’ ci sono occhi in altre parti del corpo?) Ma non divaghiamo, la situazione e’ fuori controllo, non finisce cosi’, ho gia’ un piano per vendicarmi

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Suggestioni notturne

fotografia dal web

Prologo

La stanza era buia, completamente buia e silenziosa. Lei si muoveva piano nel letto quasi timorosa di disturbare quel silenzio. L’insonnia la tormentava, respirazione yoga, tecniche di rilassamento, pure le pecore provava a contare, ma il sonno non arrivava. Si girava e rigirava tra le lenzuola senza un attimo di tregua e non sapeva se sperare che la notte durasse a lungo per avere piu’ tempo per addormentarsi o che il mattino arrivasse presto per alzarsi e cominciare una nuova giornata.

Narrazione

Nel silenzio della stanza si sentiva un leggero rumore, un raschiare sommesso sul muro o forse sul legno del cassettone, intervallato da piccolissimi, quasi impercettibili colpi.

– Sara’ un tarlo, penso’ e tese l’orecchio per capire meglio cosa fosse quel rumore. Ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a capire cosa potesse essere ne’ da dove provenisse. Si rigiro’ sul fianco mettendosi il cuscino sulle orecchie per non sentire. Ma il rumore aumento’, anzi si aggiunse un leggero tramestio come di piccoli passi. Lei incomincio’ ad avere paura. Normalmente non era una persona paurosa, ma la mancanza di sonno ed il nervosismo che ne derivava la inquietarono parecchio. Si decise ad accendere la luce del comodino e si guardo’ intorno in tutta la stanza, negli angoli in ombra, dietro le tende ma non trovo’ di strano, anzi il rumore era cessato.

– Ma si, sara’ un tarlo, e spense la luce. Ma dopo qualche istante il rumore ricomincio’ piu’ forte. Adesso aveva veramente paura, il rumore era troppo forte per essere un tarlo. Riaccese la luce e si alzo’ decisa a capire cosa stesse succedendo. Incomincio’ a guardare in ogni angolo, apri’ i cassetti, l’armadio, ma non trovava nulla di anomalo e nel frattempo il rumore era cessato. Ritorno’ a letto, questa volta lasciando la luce accesa e con i sensi ormai all’erta. Dopo pochi minuti il rumore ricomincio’ piu’ forte di prima. Tonfi, passi affrettati, oggetti smossi. Adesso era veramente terrorizzata, ma credeva di avere capito da dove veniva il rumore. Si diresse verso l’armadio e lo apri’, era buio dentro e riusciva appena a intravedere i vestiti appesi. Cerco’ nel cassetto del comodino la torcia elettrica che teneva in caso fosse mancata la luce, cerco’ di accenderla ma non funzionava, probabilmente la batteria si era scaricata. Ormai spaventata a morte ma risoluta a chiarire la faccenda,  ando’ in cucina e prese una candela, l’accese e incomincio’ a guardare bene dentro l’armadio.

Epilogo

– Non capisco come possa essere accaduto!

il Capo dei Pompieri parlava col poliziotto chiamato dai proprietari dell’appartamento accanto che durante la notte era stato svaligiato mentre erano fuori per il fine settimana.

– E’ incredibile come succedano le cose, contemporaneamente, svaligiano un appartamento e accanto scoppia un incendio. Fortuna che gli inquilini tornando abbiano chiamato pompieri e polizia, altrimenti sarebbe andato a fuoco tutto il palazzo. Resta un mistero come sia scoppiato l’incendio, non c’e’ traccia di corto circuito e la poverina non fumava neanche.

Giuliana Campisi

Gatti e topi – ultimo episodio e nota finale

Faticosamente lo issarono sopra il pattino, la parte posteriore, sedere, zampe e coda pendeva per terra, ma non c’era altra soluzione. Ancor piu’ faticosamente riuscirono a portarlo fino alla porta di casa e dopo vari tentativi lo fecero passare attraverso la gattaiola. Dopo, De Topolis e famiglia fuggirono via perche’ il trambusto aveva svegliato l’umana del Sig. De Gattolus che, prontamente accorsa, si prese cura del suo gattone semitramortito.

Andarono tutti a dormire certi di aver fatto la cosa giusta, ma con gran spavento e stupore al risveglio De Topolis trovo’ De Gattolus in agguato fuori dalla sua porta.

– Non aver paura, disse. Non sono qui per darti la caccia, ieri mi hai salvato e non posso che esserti grato. Devo sdebitarmi, chiedimi qualunque cosa, ma sappi che dopo essermi sdebitato riprendero’ il mio mestiere di gatto e riprendero’ a darti la caccia e … nemici come prima.

Superato lo stupore iniziale, De Topolis, consultatosi con la famiglia, chiese al gatto di leggergli il libro scritto in gattese.

E cosi’ fu.

La famiglia De Topolis seduta attorno alla piccola porta d’entrata ascolto’ la storia che De Gattolus all’esterno incomincio’ a leggere:

“Nel piccolo paese di Animalia la neve scendeva lenta e silenziosa ma tutt’attorno un brusio gioioso rallegrava l’atmosfera natalizia. Era il 24 dicembre, l’unico giorno in cui tutti gli animali festeggiavano insieme senza darsi la caccia, leoni e gazzelle brindavano allo stesso tavolo, aquile e conigli, cani e gatti, gatti e topi …”

                                      The End 

Immagini da Pinterest

Nota: vi prego di leggere gli episodi di questa favoletta con leggerezza e senza spirito critico, infatti e’ stata scritta per scommessa, di volta in volta, senza una trama  e senza correzioni o aggiunte successive.

Gatti e topi – ep. 6

immagine dal web

Il Sig. De Topolis con la moglie Dulcinea ed il figlio Pepper, decisero, per distrarsi un po’, di fare una passeggiatina per le strade del paese ormai completamente imbiancato dalla neve e luccicante di addobbi natalizi e luminarie. Avevano in mente anche di intrufolarsi nel piccolo market del centro, dove ogni tanto riuscivano a racimolare qualche crosta di formaggio da mettere nella zuppa. Il piccolo buco che avevano praticato nella porta di legno per entrare c’era ancora, entrarono uno alla volta e muovendosi all’interno del negozio alla luce fioca  del lampione sulla strada che entrava da una finestrella, si diressero al reparto salumeria. Ma qualcosa li mise all’erta. Uno strano impercettibile lamento proveniva dal reparto dolciumi. Cautamente si avvicinarono e davanti ai loro occhi si paro’ una scena tragicomica: l’albero di natale che Mister Dundy, proprietario del market, aveva allestito al centro del magazzino, era crollato a terra, gli addobbi sparpagliati ovunque e le piccole luci a intermittenza pulsavano impazzite. Per meta’ sotto l’albero, col pelo arruffato, semitramortito, con un occhio aperto ed uno semichiuso, stava Mister Iron, il grosso gatto grigio che abitava di fronte casa loro e che suoleva dargli la caccia in continuazione. Con voce flebile disse:

– vi prego, aiutatemi, so che siamo nemici ma abbiate un minimo di pieta’, non abbandonatemi, non riesco a muovermi, sono tutto un dolore!

De Topolis, dopo il primo momento di stupore si consulto’ con la moglie e anche se non eccessivamente convinto, decise di aiutarlo. Mando’ il figlio Pepper a prendere a casa un vecchio pattino a rotelle che avevano trovato in strada tempo addietro e che usavano  quando dovevano trasportare qualcosa di grosso e di pesante … continua

Gatti e topi – ep. 5

illustrazione di Chris Dunn

Il Notaio Topastris seduto sul suo seggiolone, calamaio, penna e fogli sottozampa, con aria sussiegosa disse:

– la traduzione necessita di preliminare firmato da entrambe le parti al costo di mezza forma di gruviera, in seguito il rogito notarile da registrare e trascrivere al costo di una forma di parmigiano stagionato …

De Topolis approfittando del fatto che il Notaio era concentrato sul foglio che leggeva, indietreggio’ lentamente e sveltamente infilo’ la porta e scappo’ via senza neanche ascoltare la conclusione del discorso. Non si capacitava, da bravo e generoso topo qual era, di quanto tutti fossero interessati ad ottenere qualcosa da lui per una semplice traduzione dal gattese. Era forse morto il senso di solidarieta’ tra esseri animali? Deluso e amareggiato torno’ a casa a consolarsi con la sua famiglia … continua

Gatti e topi – ep. 4

illustrazione di Chris Dunn
Mister Tassobibus, sprofondato in una enorme poltrona, borbottava tra se’ e se’,  come se De Topolis non gli fosse davanti:

– si si, tradurre, si, dal gattese gia’, occorre … ecco forse, meglio un anticipo, non si sa mai non dovesse poi pagare, ecco gia’ magari il Notaio Topastris mi frega il cliente ed io gia’ gia’, rimango a bocca asciutta eh eh…

De Topolis, per quanto ingenuo, aveva capito l’antifona e, senza neanche salutare il marpione, sgattaiolo’ fuori deciso a recarsi dal Notaio Topastris … continua

Gatti e topi – ep.3

illustrazione di Chris Dunn

– Dovreste lasciarmelo quel libro, potrei cercare di tradurlo, disse il Sig. Volpen

– No, sappiamo noi a chi farlo tradurre, dissero i gemelli Faina

Il proprietario della locanda, Mister Fox, ebbe pena dell’ingenuo sorcio e spingendolo fuori dalla locanda gridava: via, via, non voglio topi in questo locale! nel mentre gli infilava nella tasca della giacca un bigliettino con l’indirizzo di Mister Tassobibus, che sapeva essere un erudito che avrebbe potuto aiutarlo… continua

Gatti e topi – ep.2

Illustrazione di Chris Dunn

Decisero di chiedere consiglio  agli avventori della Locanda “Old Fox ”  frequentata da chi conosceva bene le cose della vita e che quindi gli avrebbero potuto indicare quantomeno a chi rivolgersi. Attorno al tavolo sedevano il Sig. Volpen, intellettuale e furbastro, il Signor Rattobal e i gemelli Faina, bari di professione. Certo non era una gran bella compagnia ma De Topolis era determinato a trovare un traduttore per il suo libro … continua

Gatti e topi – ep.1

La famiglia De Topolis aveva messo da parte un buon libro da leggere, nelle fredde serate d’inverno, seduti davanti al camino acceso. Ma quello di cui non si erano accorti era che il libro non era scritto in topese bensi’ in gattese. La delusione fu grande, non potevano certo chiedere al Sig. De Gattolus, che abitava nella casa di fronte, di leggere e tradurre per loro il libro e questo per ovvie ragioni, chiamiamole … incompatibilita’ di carattere… continua

illustrazione di Chris Dunn