Che tutto scorra

Da Pinterest

Nel palmo della mano
si poggia il viso stanco,
non ho dato un nome
a questo mio sostare,
attendo soltanto
che tutto lentamente scorra
e vada dove deve andare

Giuliana Campisi © 2017

Siamo l’universo

Da Pinterest

L’ombra di me si stringe al cielo
naviga sopra nuvole leggere
spandendo pioggia sulla terra
Pezzi di me sparsi ovunque,
a dissetare la terra, a ingrossare il mare,
voce agli uccelli fra i rami,
erba per i cervi nella foresta,
plancton alle balene.
Mi ripiego al mio interno
scavo nel ventre e nel cuore
partorisco di nuovo me stessa
senza dolore e senza darmi un nome
Un canto senza voce nel silenzio siderale
Una danza tra i pianeti e le costellazioni
Sono acqua, terra e cielo
Sono carne, ossa e sangue
Sono spirito ed energia
Sono universo e l’universo è me

Giuliana Campisi ¤

È ora

Dal web

Quando decido di sognare
non so dove andare
percorro strade che non abbiano senso
con direzione incerta e contro vento,
che siano sconnesse
mi piacciono i sassi e le buche
quando piove mi ci specchio dentro
Cammino lentamente
cercando di sentire nel silenzio
la voce dell’anima che flebilmente
arriva come uno stormire di foglie
e mi distoglie dal mio rovistarmi dentro
Mi fermo da qualche parte ad ascoltarla
si fa fine l’udito, ne comprende il valore,
la luce si accende, emana calore,
si schiude la crisalide e distende le ali.
È ora di volare

Giuliana Campisi ¤

Gocciola

Le foglie volano leggere

perche’ il vento respira piano dietro la finestra,

col mio fiato il vetro s’appanna.

Piove.

Disegno un cuore con le dita,

gocciola pioggia, gocciola pioggia?

Le foglie cadono e non fanno rumore,

il vento si posa sui rami ormai stanco.

Scende il silenzio e s’abbraccia alla notte,

nel cielo la luna gocciola pioggia,

gocciola pioggia?

C’e’ pace quassu’ sopra le stelle,

dall’alto riesco a vedere quel cuore sul vetro

che gocciola, gocciola, gocciola?

Giuliana Campisi – 2015

L’orologio del cuore

Da Pinterest

La corda sta per finire,
le lancette rallentano un po’,
lo sento dal battito, ogni
tanto si ferma un secondo.
L’ingranaggio cigola, sferraglia,
s’impenna e riparte, sempre piu’ lento.
Tic tac,
tic tac,
bum bum,
bum bum.
Sono le diciannove da tanto
e invece tra poco sara’ mezzanotte.
Tic tac, pulsa piano, si sente
che e’ stanco, vorrebbe fermarsi
ma ha ancora la voglia
di contare altri giorni.
Girano lenti i minuti, barcollano
i secondi, il sangue circola piano,
la testa gira tra i ricordi
e le pieghe del tempo.
Resta poco, bisogna affrettarsi,
in fondo e’ bene che il tempo
rallenti, ho ancora la forza
di amare.

Giuliana Campisi ©

Mi ricordo

Acquerello personale rielaborato al computer

Finirà questa notte di inganni,
questo mese senza domeniche,
questo anno senza vacanze.
Finirà oppure morirò, forse.
Cosa potrei portare con me altrimenti?
Un bagaglio confuso di cose spaiate,
perdute nei vuoti della memoria,
di vestiti scoloriti che una volta erano belli
ma adesso neanche riconosco
quasi non fossero miei.
C’è un vuoto dentro,
come un languore di cose proibite
di dolci che fanno ingrassare,
di corse sfrenate nei campi gridando a squarciagola,
di minuscoli fiori raccolti per farli seccare.
Mi ricordo, ricordo bene, ma senza farmi male,
nessun rimpianto del passato
ma di un oggi sprecato intorno ad perno
che gira a vuoto e non produce energia.
Una candela che non si accende,
una preghiera che sbatte contro il muro
e l’odore del mare, così vicino tanto da poterlo toccare,
che non mi arriva più neanche nel cuore.

Giuliana Campisi

Quando non spero più

Da Pinterest

Quando non spero più
ma una candela si accende,
ondeggia scintillando
e vedo la notte e tutti i suoi colori,
vedo il mare che non sta mai fermo
e non si stanca mai.
Quando non spero più
ma sento una campana,
armoniosi rintocchi del tramonto
e vedo la direzione delle nubi in cielo,
vedo chi le spinge e qual è il traguardo
anche se non pioveranno.
Quando non spero più
mi pettino i capelli, metto il rossetto
e sorrido nello specchio alla mia faccia stanca.

Giuliana Campisi

Ad un passo dal volo

Mio acquerello

Ad un passo dal volo
o dalla fuga da questa vita
che non sempre ha un senso
– fotografie in bianco e nero
che non non so piu’ dove archiviare –
ma il cielo non e’ poi cosi’ azzurro,
porta con se ombre di pioggia,
non ha un nord e non ha un sud
e se non so volare potrei pure cadere,
c’e’ piu’ coraggio nella fuga
perche’ gia’ so cosa sto perdendo.
Sono momenti in bilico
e non so dove guardare
nessun richiamo, cenno o segno
che mi indichi la strada.
Tutto e’ ghiacciato e non si muove,
l’aria, le bacche tra i rami, il lago
e un uccello che ha gia’ preso il volo
certo della sua direzione
ed io che ho perso ormai
le mie piume e la mia strada
immobile rimango ad osservare
il tempo che inesorabilmente
fugge via.

Giuliana Campisi ©

Il nostro film

Non siamo quello che sembriamo,
la pioggia ci bagna solo i capelli,
e’ la tempesta che ci scuote dentro.
Portiamo addosso vestiti pesanti
che nulla lasciano immaginare.
Non c’e’ delusione nella vita vissuta,
solo una linea sottile che traccia
una mappa dal cuore alla testa,
nessuno la vede se non guarda
con gli occhi del soldato, allora
potra’ vedere trincee e linee di fuoco,
vittorie e disfatte, medaglie sul petto
e ferite d’amore.
Non c’e’ valore in quello che scorre
senza sussulti e senza scosse, come
un fiume che scende sereno ma perde
il fascino dell’impeto contro la roccia.
Nello scorrere lento del mattino
occorre rilanciare i dadi piu’ volte,
il tempo lo concede e ce ne fornisce la forza.
Giunti alla sera, che sfugge veloce,
ormai stanchi ma saggi, sfoglieremo,
sorridendo sereni, le immagini del nostro
film di guerra e d’amore.

Giuliana Campisi © 2016