Quietamente

Restano sempre lì gli alberi,
ad aspettarmi immoti dietro la svolta,
tra l’ombra un pigolar d’uccelli
quietamente al crepuscolo vanno a riposo.
Ma non sempre il silenzio mi è amico,
mi sussurra all’orecchio cose dimenticate
creando vuoti inattesi, note dissonanti
ed io vacillo nel tremolio della luce incerta,
gli occhi al cielo cercando un appiglio
per districarmi dal groviglio di smarrimenti,
cerco il capo del filo e lo tengo stretto
tra le mani, unico punto di partenza
per non tornare indietro e rientrare nel silenzio calmo
dove navigare sulle acque chete
come una barca sul lago che non fa rumore,
né il remo nello scalmo
né il guizzo del pesce spaventato.

Giuliana Campisi

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Se non penso

Rielaborazione grafica personale

E poi mi accorgo che non ho confini
se non penso,
e mi allontano,
scostandomi dagli altri
che creano disturbo al mio percorso
lungo sentieri invisibili
e percorrendoli ritrovo piccoli sassi smarriti
che hanno cambiato forma e colore
o, forse, sono solo i miei occhi
più trasparenti, senza impedimenti
aprono porte come fossero chiavi
aprono cieli
aprono mari
il volo è diretto
approdo, come un airone,
tra le canne nella mia oasi verde e trasparente
Non servono parole
ma un becco lungo a rimestare nel fango
per catturare un ghiotto pesciolino

Giuliana Campisi

Febbraio

(Giovanni Domenico Ferretti detto l’Imola – Arlecchino gran signore)

E’ un febbraio corto e frettoloso,
i capelli arruffati ed una finta aria
imbronciata, si traveste d’inverno
con un mare grigio d’acciaio
ed un tremolio di piccole onde
spumose su una spiaggia che
ancora nasconde il calore del sole.
Ha strani colori febbraio, qui al sud,
verde intenso nei campi di grano
e rosa confetto sui mandorli
in fiore, sui monti solo piccoli
spruzzi di panna a ricordare
che ancora c’e’ inverno.
Nell’aria frizzante profumo
di fresie e frittelle, coriandoli
e chiocce risate di bimbi festosi.
E’ buffo febbraio, chiassoso e
introverso, non sopporta questo
vestito arlecchino che non sa
piu’ d’inverno ma non e’ primavera.

Giuliana Campisi © 2016

Al nuovo seme

Catrin Welz Stein

Non ci sarà suono nella mia voce
sotto le fronde odorose all’imbrunire,
solo l’orchestra dei grilli,
il gracidio delle rane nel fosso
e tra le foglie il pigolio degli uccelletti a riposo.
La quiete si distende come un velo
sulla terra bruna e sul mio cuore ancora caldo,
un lieve battito, un pulsare sommesso,
la vita non si ferma mai, un giro infinito ed un ritorno,
proprio lì, sotto le zolle palpitanti
sempre feconde al nuovo seme.

Giuliana Campisi

Una, due e mille

Rielaborazione grafica personale

Sono una o sono due?
uguale e diversa, anima e corpo
attaccate da un filo
che qualche volta si scuce.
Logorato, usurato,
poco adatto ad unire i due lembi
che non sempre combaciano
Il bianco ed il nero forse,
dicotomia scabrosa,
nell’unione scala di grigi
e tremule luci come candele assorte.
Siamo una, due e mille
nelle sfumature delle ombre
che cavalcano la notte,
nella luce tenue di un fuoco fatuo,
tra le fronde odorose degli allori,
nelle battaglie cruente del giorno
da cui spesso usciamo con le ossa rotte
e la bocca cucita col fil di ferro.
Una e tante, dentro e fuori,
schiava e padrona, spirito e carne
dentro un’entità di cristallo.

Giuliana Campisi

Sogni

Evocare i sogni
con gli occhi aperti
pieni di rabbia o di dolcezza
vederli posati sopra foglie verdi
come una pietanza da gustare
accorgersi che i colori son mutati
come il cielo quando sta per arrivare un temporale
Eppure ci penso e chiudo gli occhi
sperando almeno nell’arcobaleno
ma è solo pioggia e si fa tardi
il mattino arriva in fretta
non ha tempo per mangiare
così tutto si dissolve
come una nuvola di fumo
di una sigaretta abbandonata
che non ho più voglia di fumare.

Giuliana Campisi

Fantasmi siderali

Rielaborazione grafica personale

Ecco la notte
che ci trasforma,
fantasmi siderali
in cerca di costellazioni perdute
Camminiamo tentoni
sfiorando muri e porte
nel silenzio delle nostre stanze
inseguiamo sogni
cercando di catturarli
come fossero farfalle
e li fissiamo al muro con uno spillo
per rimpinguare la nostra collezione
Al mattino ci svegliamo pallidi e stanchi
dimentichi della caccia notturna
ma con le falene sotto il cuscino.

Giuliana Campisi

Ormai

Rielaborazione grafica personale

Sono l’ombra del tuo corpo
le parole che non dici
i gesti che non fai
la musica che non ascolti
i libri che non leggi
i fiori che non guardi
i sorrisi che non regali
Sono stanca di stare
distesa per terra
spegnero’ la luce per dormire
è tardi ormai.

Giuliana Campisi

Innocenza

Da Pinterest

In questo giorno
fatto di luci e di ombre
cerco la mia innocenza
nell’impronta leggera del mio passo
Un raggio di sole scioglie la brina
sopra la corolla di un fiore inclinata dal gelo
che si spalanca stupita all’improvviso tepore
È luce ma anche ombra al crepuscolo,
l’impronta è più profonda nelle stagioni tristi
quando la pioggia penetra attraverso i pori
ed impregna le zolle di terra.
L’innocenza ha il suo peso,
come uno strato sottile d’erba mi ricopre
e quando il fiore perde i suoi petali
sorridono le mie mani e agitando le dita
spargono i suoi semi al vento

Giuliana Campisi