Senti come tremo?

immagine da Pinterest

Non senti come tremo

solo a pensarti?

La mia pelle, il ventre

ed il mio cuore,

acqua di fiume

sfiorata da ali di aironi,

spiga di grano

al vento tiepido di giugno.

Tremano le mani

sfiorando le tue labbra,

parole sussurrate

sulle note di un violino

che non smette mai di suonare

e la notte tra le lenzuola fruscianti

trema l’amore.


Giuliana Campisi ©

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E’ un inganno del cuore

C’e’ uno stupore 

in un fiore che sboccia

sotto un mattino sospeso nell’aria

tra gocce d’acqua per gli uccelli assetati

Si apre, spalancando il suo cielo

ed i petali tondi e sfrangiati,

turgidi al tocco dei raggi del sole

Uno stupore bambino che guarda

con occhi sbarrati

e le guance arrossate dal freddo

le nuvole in cielo a forma di draghi volanti 

pur sapendo che e’ un inganno del cuore.


Giuliana Campisi ©

Guardando la morte

immagine dal web

Petali appassiti

sul ripiano del tavolo

ricoperto di polline secco

e un’ape delusa

vola distratta

senza neanche ronzare.

Qualche volta succede

che tutto sembra finito

perche’ nessuno

si e’ accorto,

guardando la morte,

che un piccolo seme

e’ stato rapito dal vento.


Giuliana Campisi ©

Con tanta pazienza

Con tanta pazienza si cuciono

pezze strappate, vesti lacerate,

bottoni staccati.

Tanti piccoli punti

uno dietro l’altro

con filo sottile

che qualche volta si spezza

L’ago punge le dita

il sangue macchia la stoffa

e si spande nell’aria un profumo

d’amore e dolcezza,

un fiore che sboccia e non muore,

di chi costruisce la vita

riparando e cucendo

gli strappi del cuore.


Giuliana Campisi ©

Vecchia Calliope

… me la ribbloggo da sola perche’ e’ divertente

Acrilico di C.Chauloux

Scrivo,

con i pensieri in testa arrotolati

come un cappello a forma di turbante,

non mi ripara dalla pioggia

ma tiene in caldo le parole

quasi fossero popcorn da sgranocchiare

quando arriva il momento dell’ispirazione.

Chi son io, vecchia Calliope dai capelli bianchi?

mi arrampico su versi strani e senza rime,

aggettivi ridondandi ed avverbi sculettanti

e spesso non so nemmeno io che cosa dico.

Ma ahime’, mi preme sempre sulla bocca

questa voce incontrollata che non mi riesce di fermare

e scrivo, scrivo e scrivo

senza neanche sapere dove questa penna

(o dita) puo’ arrivare.


Giuliana Campisi ©

Finestre nella notte

immagine rielaborata


Nella notte si aprono finestre,

silenziose luci

tra il tremore delle stelle

Come fantasmi camminiamo

lungo percorsi accidentati

incuranti delle ferite ai piedi,

cerchiamo spiragli di verita’,

fessure di certezze,

piccole porte sopra

l’universo sconosciuto,

satelliti e pianeti

che orbitano attorno

al nostro capo,

infinito contenitore

di domande senza risposte.


Giuliana Campisi ©

Possente è il mio corpo

immagine dal web

Danzano le foglie sui rami

alla musica del vento,

freme la mia scorza, dura e rugosa,

passaggio di moltitudini di formiche

sul mio corpo possente,

risuona al suo interno come un tamburo,

tana di upupe e capinere,

profumata di muschio e di funghi.

Il mio corpo è forza e vita,

vibrano le mie braccia al cielo protese

in cerca di respiro,

ondeggia il mio capo sotto la tempesta,

ne beve le sue acque e si ristora

e sotto la luna giace silenzioso

ascoltando le sue radici

allargarsi ad abbracciare la madre

 

Giuliana Campisi

 

Perche’ piangi?

Perche’ piangi davanti 

ad un mucchio di terra,

pensi di vedermi ancora

tra il legno marcio

ed i fiori appassiti?

Io sono con te,

nella sabbia mossa dal vento

mentre attraversi il deserto,

nello stesso vento che la sposta,

sono nell’acqua che berrai

quando troverai la tua oasi.

Sono nel cielo

che guardi ogni giorno

pensandomi,

nel canto degli uccelli

che ti svegliano al mattino,

nel pane che mangi

e nell’alba che ogni giorno aspetti.

Sono il respiro nel tuo respiro

quello che io ti donai per amore

figlio mio


Giuliana Campisi ©

Il percorso

immagine da Pinterest

Stringo tra le dita l’azzurro,

cielo su cui ogni giorno

mi arrampico,

illusorio viaggio

verso una strada felice.

Il percorso mi illumina,

le dita intrecciano

scale immaginarie

per alleviare la fatica

del viaggio

ed e’ cio’ che occorre,

il percorso e non la meta

e’ la ragione stessa

della vita.


Giuliana Campisi ©