Il pensiero monotono

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C’e’ chi ha dentro

sempre la stessa stagione

non sa lasciare andare

neve o foglie.

Corre inseguendo

sempre lo stesso vento

e si posa,

goccia di pioggia,

nella stessa pozzanghera,

sempre.

C’e’ chi usa sempre

le stesse parole

ed il tono di voce

uguale,

il pensiero monotono

che non porta da nessuna parte

Un vestito ormai logoro,

non copre e non riscalda,

sbiadito

come le emozioni dentro,

stagioni fisse,

corteccia essiccata

di un albero

che si rifiuta di crescere.


Giuliana Campisi ©

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C’e’ sabbia nel cielo

C’e’ sabbia nel cielo

ed un mare che invade

la mia nave affondata

trascinata dalla corrente,

sono una sirena senza casa

che anela due gambe

e sogna

C’e’ un cielo nel mare

con le nubi che rotolano

tra le onde

ed io che cerco conchiglie

per adornare le mie stanze.

Mi rannicchio nella sabbia,

rotonda, a forma di tana

come il ventre di mia madre,

asciutto,

attendo la marea che mi allaghi

per rinascere nuovamente

con le gambe

ed una testa per ragionare.


Giuliana Campisi ©

Acqua

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Acqua tra le dita,

fresca,

acqua di lago,

rocce nere sul fondo,

dagli occhi e’ dolore,

un sogno di mare,

un viaggio sul fiume,

con eleganza

l’airone lo sfiora,

dopo la notte

e’ un’alba di rugiada.

Nell’acqua mi immergo

pulita,

senza peccato

o macchie sulla pelle,

piango,

acqua su acqua,

mi disseto

la bocca tra le mani,

nell’acqua dormo

al sicuro,

e’ un limbo

in attesa di vita


Giuliana Campisi ©

Un salto nel buio

Un salto nel buio

per chi non teme la notte

senza supporti

e senza conforto

donna di giorno

e drago di notte

sbiadisce la rosa

nel chiarore soffuso

del giorno che muore

risplende di fuoco e profumo

nella luna rovente


Giuliana Campisi ©

L’inverno nascosto

Ho sapore di neve sulle labbra

e dita gelide e bianche

sotto l’inverno nascosto

I rami si piegano

nudi di foglie

rabbrividiscono al vento del nord

Nel sorriso freddo

di un sole morente

nelle campagne silenziose

cammino sulle orme

di piccoli piedi impressi

sul terreno ad indicare

un cammino sicuro

Si arriccia la pelle

sfiorata dal gelo

e mi trema la voce al canto

della mia liberta’ ritrovata


Giuliana Campisi ©

Ma sono sempre io 

Sono sempre io

anche se il mio guscio

si e’ scurito

la patina del tempo

crea una veste antica

fatta di ricordi e di misteri

Un antico palazzo

con stanza infinite

e grandi finestre

le tende fuori

stracciate dal vento

i muri screpolati

che nascondono arabeschi

di macchie e muffe

splendidi arazzi orientali

E c’e’ un respiro dentro

ampio e musicale

risuona all’interno

come una cassa armonica

un organo di chiesa sconsacrata

che ugualmente tocca il cielo


Giuliana Campisi ©

Dove siamo stati?

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Abbracci lievi e frettolosi

baci in superficie

ma dove eravamo,

dove siamo stati?

tra le pieghe dei giorni

nello scorrere dei fogli

di calendario strappati

per cercare la stagione felice

Ma non e’ sempre inverno

e neanche maggio,

fioriscono i rami

e poi sono ricci e castagne

da mangiare


Giuliana Campisi ©

Il tempo si piega

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Il tempo si piega

e il profumo della neve si allontana

C’e’ adesso una lucentezza

sugli steli d’erba

che non e’ rugiada

e si allontana l’ombra

di una stagione fredda

i passi si fanno veloci

senza paura delle pozze d’acqua

Il respiro si allarga

non un sibilo

ma un canto d’aria

che con la sua eco

fa vibrare monti e stelle


Giuliana Campisi ©

Amica solitudine

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Amica mia solitudine

quanto desidero starti vicina!

ti cerco ovunque e sempre,

come un amore segreto

lo nascondo abbassando gli occhi,

con le mie piccole ali

volo sopra i tetti della citta’,

attraverso i boschi

ed il cuore trema nell’attesa di trovarti

e si rompe in minuscoli pezzi

che il vento trasporta

verso l’alto come  semi

da spargere sopra  nubi d’oro,

abbracciandoti, piovero’ su di te.


Giuliana Campisi ©