Apriamo l’occhio

Perche’ vi parlo di questo pur non essendo un’esperta? ebbene, senza averne coscienza, mi e’ capitato, anche se per pochi istanti, che il terzo occhio si aprisse e cio’ che ho visto e provato e’ indescrivibile … allora iniziamo a parlarne …

Il terzo occhio collegato al sesto chakra e alla ghiandola pineale, e’ posizionato sopra agli occhi al centro della fronte mentre il chakra corrispondente si trova dietro di esso ed e’ associato all’intuizione e alla visione. L’apertura del terzo occhio permetterebbe di vedere oltre la forma e rappresenterebbe il presupposto dell’intuito e addirittura della chiaroveggenza.

L’intuito, da non confondere con l’istinto, in realtà rappresenta la capacità di captare le cose senza ricorrere alla mente logica. L’istinto è una risposta automatica legata alla sopravvivenza, l’intuito è un insieme di istinto, intelletto e intuito stesso. L’attivazione del sesto chakra consentirebbe il risveglio di questa facoltà che possediamo tutti ma che spesso e’ dormiente. 

Il terzo occhio svolge sia il compito di ricevente che trasmittente e che permetta la percezione dei piani interiori, delle forme pensiero e delle entità solitamente non percepibili ed insieme agli occhi fisici ci permette di guardare oltre cio’ che appare agli occhi, ovvero di guardare senza guardare, sviluppando tutta una serie di qualità come l’intuizione e la concentrazione e incrementando la consapevolezza di noi stessi.

La Kundalini il cui termine è di origine sanscrita: “kundal” significa attorcigliato come un serpente e “-ini” è il suffisso femminile. La Kundalini risiede nel suo stato dormiente nell’osso sacro avvolta in tre spire e mezzo e quando si libera la sua energia arriva al sesto chakra liberando ed attivando tutti i punti energetici del nostro corpo sottile


Ajna:

Ajna è il chakra dell’assetto mentale superiore e della visione superiore, comunemente chiamato terzo occhio, presiede il senso della vista. Nella sua espressione anteriore è associato alla facoltà di visualizzare e di rendere comprensibili i concetti intellettuali e, nella sua espressione posteriore, alla facoltà di attuazione dei concetti stessi.

Hamsa:

Hamsa è la parola araba che significa “cinque” e rappresenta le cinque dita della mano. Per i credenti musulmani e’ la mano di Fatima e rappresenta il simbolo della serietà e dell’autocontrollo mentre per gli ebrei e’ la mano di Miriam, il numero  Cinque (hamesh in ebraico) rappresenta i cinque libri della Torah. Simboleggia anche la quinta lettera dell’alfabeto, He, che rappresenta uno dei nomi di Dio.

 

L’albero della Vita

l’albero della vita è stato rappresentato da molte culture e religioni di tutto il mondo

Si dovrebbe anche sapere che l’Albero della Vita, o anche conosciuto come l’Albero del Mondo, è associato alla nascita, alla vita, alla morte e alla rinascita, dentro il cerchio della vita.  Generalmente, l’albero della vita è conosciuto per avere un collegamento tra i quattro elementi della terra (aria, acqua, terra e fuoco), esso è una rappresentazione della connessione tra l’infinito e ogni cosa all’interno della creazione.

 

 
 
 

Buongiorno

… per la verita’ sembrano ancora in pieno sonno … ma bastera’ scuotere una scatola di croccantini 

Un’altra notte

Mi giro e mi rigiro tra le lenzuola calde, 

l’aria e’ inquieta.

Nella penombra tremula la

 luce disegna strane ombre

 sopra il muro.

L’ansia si arrampica e la

 paura spinge, il corpo

 stanco non sente piu’ 

le ore, ma il tempo passa 

e lascia segni e cocci da

 guardare.

La notte e’ sempre lunga 

per chi ha matasse da

 dipanare.

E mentre cucio e scucio 

le mie pezze, la luna sorge 

e poi tramonta e un altro

 giorno e un’altra notte 

son passati invano.

Dietro la finestra la

 tortorella annuncia il 

nuovo giorno col suo 

gru gru ed io mi alzo, 

mi guardo nello specchio 

e salutandomi riprendo la

 mia spada.

Giuliana Campisi ©

Sono selvatica

Sono selvatica, lo sono sempre stata, lo ammetto, profondamente selvatica.

Amo la mia tana ed il mio territorio di caccia. Sono stanziale, ma amo talvolta migrare verso altri territori se qualcuno mi accerchia e cerca di restringermi dentro una zona limitata.

Amo il caldo ed il vento sulla pelle, odori e profumi sono per me tracce utili a far rivivere luoghi ed emozioni. Monogama di cuore, quando amo, amo per sempre e per sempre saro’ fedele al mio compagno.

Ma sono selvatica, la mia liberta’ e’ intoccabile e per essa combatto con le unghie e con i denti fino alla morte. Selvaggio e’ il mio pensiero, aperto e limpido, non si nasconde dietro falsita’, cio’ che penso dico, cio’ che dico metto in atto. Liberamente cambio idea, cambio pelle e cambio direzione seguendo il vento caldo di scirocco tutte le volte che la vita lo richiede. Non ho paura degli altri miei simili, solo l’essere umano mi spaventa perche’ e’ crudele, falso, egoista ed irriconoscente. Allora dormo con un occhio solo ed i miei sogni sono sempre agitati, ma se apro gli occhi e vedo le stelle, in pace e’ il mio cuore e la mia mente.

Giuliana Campisi ©

Schifezzitudine

immagine dal web

C’e’ una schifezzitudine generalizzata a tutti i livelli di cultura (sob!) e ceti sociali, senza distinzione di sesso o credo politico e religioso. Ci si ammazza l’uno con l’altro a colpi di parole, frasi fatte, convincimenti elaborati da menti col cervello di un criceto sbronzo, con la cultura del “chi fa da se fa per tre”, notizie apprese da fonti inattendibili, da siti fantascientifici, da bufale primordiali (ci son caduta anche io) il tutto condito da una saccenteria che se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Se poi chiedi di mettere una semplice firma per eliminare l’infibulazione femminile nel mondo, per salvare animali in estinzione, per combattere l’effetto serra, per salvare bambini dalle guerre … tutto tace. Non un “mi piace”, non una “condivisione” e meno che mai la “firma” e mica si paga! Eppure e’ con le raccolte di firme a livello mondiale realizzate da queste organizzazioni no profit del genere Avaaz o Change che si e’ riusciti ad ottenere qualcosa, poco forse, ma meglio di niente. In questi casi i social si bloccano, si congelano, sembra che abbiano lasciato all’improvviso il cellulare, il tablet o il pc fuggendo all’improvviso come inseguiti da uno tsunami. Poffarbacco! e dov’e’ finita tutta quella cultura, quel buonismo, quella preparazione ecologica, quelle rabbie feroci verso chi sta distruggendo il pianeta? O interessa soltanto quanto guadagnano o rubano quelli che ci stanno governando (sob!). E’ piu’ interessante guardare dentro le tasche degli altri o dentro barconi che trasportano improbabili immigrati? Fare qualcosa di piu’ pratico e tangibile no eh? Ma cosi’ va il mondo, facile aprire la bocca, piu’ difficile dire qualcosa di sensato, difficilissimo tenerla chiusa. 

Io per prima.

Si, salviamolo

immagine dal web

<<Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che premedita un colore e una forma. Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. Chi accarezza un animale addormentato. Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.>>

Jorge Luis Borges

Buongiorno

… giuro che non l’ho rubato io il pesce che avevi nascosto nell’armadietto delle tazzine sotto il coperchio della pentola arancione!

… sono finiti tutti i croccantini!

… io sono bello. What else?

… ed io?

Il dubbio

Ci sei, oltre ogni memoria

o ricordo infilati alla rinfusa

dentro i cassetti come

calzini spaiati.

Ci sei sempre, ma non e’

lieve questa presenza invadente

che si insinua come la polvere

nelle fessure.

Ci sei sempre stato, 

indipendentemente

dalla mia volonta’,

quasi comandato da un dio

irriverente che si ostina

ad impormi ogni cosa.

Non c’e’ libero arbitrio

ma soltanto una scelta

che non sia peggiore dell’altra,

un biglietto a casaccio

in questa lotteria dove

nessuno ha mai vinto.


Giuliana Campisi©