Ribloggo da Paola – paroledipolvere

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“Il gioco delle candele”

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Vagheggiamento

dal web

Possibile che io sia morta?
Eppure sento il mio respiro, il sangue che scorre nelle vene, perche’ allora vedo Arcangeli e Luciferi alle mie spalle e sento fruscii e tonfi e ombre che serpeggiano sui muri?
Mentre cammino non sento nulla sotto i piedi, visioni oniriche mi seguono mentre mi muovo, di mondi sconosciuti, incredibili colori ed animali, ed io che volo. Passeggio sulle nubi come se fosse un prato senza fiori, la pioggia non mi bagna ed ha un sapore dolce come se fosse amore e posso inghiottirne tanto quanto ne voglio, fino a scoppiare. Potrei essere morta e non lo so, nessuno me lo dice. Non vedo piangere i parenti, anche se questo e’ un fatto irrilevante. Dovrebbe esserci almeno un messagero che porti la notizia all’interessato, perche’ senno’ io continuo la mia nonvita, come se fosse niente, un altro inferno ancora, senza che io ne sappia niente e nessuno che mi porti almeno i fiori.

Il potere della mente

Credo fermamente che la mente ha il potere di influenzare i gruppi di atomi fino a riuscire a modificare il loro comportamento. Di conseguenza sono convinto che gli eventi del mondo non sono tanto determinati dalle leggi fisiche quanto dal volere degli esseri umani e dal potere della loro mente”.

~ Sir Arthur Stanley Eddington, matematico e astrofisico inglese ~

Buonanotte … rumore

c’e’ un silenzio fuori come una musica celestiale, mentre dentro c’e’ un rumore che non cessa mai. Si e’ attaccato al mio cuore e non mi lascia, mi stordisce e mi confonde e non ne vuol sapere di tacere neanche un attimo, neanche un solo attimo…

La natura …

“Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni. I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima, ora si trasformano nella lingua espressiva della natura.”

RUDOLF STEINER

Ape bombo che fa incetta di polline tuffata in un fiore di croco

Qui al sud

I treni sembrano uccelli stanchi qui al sud.
Volano basso arrancando su binari traballanti. Ogni tanto si fermano in mezzo al nulla, forse per prendere fiato, forse per guardare un momento la campagna intorno. Terreni arati con le zolle di terra rivoltate al sole, argentei uliveti e fiumare impetuose. E il mare. I treni rallentano quando lo costeggiano, fingono piccoli malori e ingrandiscono i loro occhi finestrini per guardarlo e ci si perdono in quella distesa azzurra trasparente, i sassi al fondo, i pesci svelti ed i gabbiani che giocano a rincorrersi tra le onde. Non si stancano mai i treni qui al sud. Sono vecchi e malandati, solo l’orgoglio li sorregge, e l’amore. Per questa terra, che regala bellezza a profusione.

TU CHE BACI IL VENTO

Tu che baci il vento
ed abbracci anche il dolore
fino a farlo diventare amore.
Tu che dai rami delle more
raccogli anche le spine
a far corona alla tua bellezza vera.
Tu che prendi con le mani il fuoco
per scaldare la tua casa
e nascondi a tutti se un po’ di fumo
ti ha bruciato gli occhi.
Tu che sai vedere dentro un fiore
tutta la bellezza di un mondo ormai appassito.
Tu che di sorrisi e di carezze
ne fai una veste per nascondere il dolore.
Tu che sei l’inizio e mai la fine
in questo mondo che ha perso
il senso della vita,
grida l’amore donna
e poi gridalo piu’ forte cosi’
che ogni inverno abbia la sua voce
e ogni stagione diventi primavera

Giuliana Campisi © 2015

Imperdibile

… ci vorrebbe un Oscar speciale