Triste realtà

Beth Conklin

Gli occhi stanchi di una farfalla non vedono il fiore, l’ape impaurita non raccoglierà il polline, il cane che abbaia alla luna teme che cada sulla sua testa.
E noi stanchi, impauriti e rassegnati nemmeno andiamo più nei prati o a guardar le stelle.
Accettiamo tutto incondizionatamente da questa vita che ci vuole tutti uguali ed ignoranti, sguarniti di fiori, incapaci di impollinare ma sempre pronti a parlare di ogni argomento che non conosciamo.
Arraffiamo maldestramente tutto quello che fuoriesce dal cesto senza nemmeno guardarci attorno.
Camminiamo come zombie incuranti di chi ci sta attorno, estranei gli uni agli altri ma ammantati di falso pietismo per apparire migliori.
Non conteniamo più amore, prosciugato ormai dalla sete del possesso.
Abbiamo perso la scintilla vitale, il nucleo di spiritualità che ci distingueva dagli animali, estinta l’empatia, la solidarietà e la carità se non per detrarla dalla dichiarazione dei redditi.
E più che mai si è perso il rispetto verso se stessi innanzitutto e verso gli altri, verso la natura, verso gli animali, verso chiunque la pensi in maniera diversa da noi.
Siamo diventati scatole senza contenuto, isole deserte senza valore.

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5 risposte a "Triste realtà"

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