Avevo un sogno

Da Pinterest

Avevo un sogno che non riusciva a spiccare il volo.
Stava accucciato in un angolo come un bambino impaurito, un cassetto chiuso di cui si è smarrita la chiave, un angelo con ali tarpate. Restava immoto temendo l’altezza del cielo ma guardava estasiato le candide nubi, gli uccelli sfrecciare gridando di gioia, il vento a favore denso di semi da spargere. Cercava di trovare il coraggio di affrontare la sfida. Ma gli anni passavano ed il sogno scoloriva come un vestito lavato troppe volte, diventava sottile come un foglio di carta ed io non ricordavo più neanche cosa desiderasse.
Ne trovai frammenti sparpagliati ovunque, brandelli di carta da sembrare coriandoli, sul pavimento, sopra i mobili, in ogni angolo della casa. Allora cominciai a ridere, ridere e ridere. Presi una scopa e spazzai via tutto ben benino. All’improvviso mi sentii leggera e liberata, il cielo era a portata di mano e le ali riposte nel loro astuccio, avevo finalmente capito che i sogni vanno spinti e realizzati subito oppure eliminati, altrimenti diventano solo un sacco pesante pieno di rimpianti che, come una zavorra, rallenta la vita.

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16 risposte a "Avevo un sogno"

  1. Il concetto è assolutamente condivisibile.
    Spesso inseguiamo non sogni, ma vere e proprie chimere irrealizzabili, e solo cambiando prospettiva riusciamo a capire che il percorso da seguire è un altro.

    Accade in moti frangenti della vita, secondo me. Lavorativo (ti impunti a cercare il lavoro dei tuoi sogni, a rischio di rimanere disoccupato a vita), sentimentale (se lui o lei stanno con altri, fattene una ragione) e mille altre situazioni.
    Però è altrettanto vero che a volte chi insiste ce la fa. Diciamo che ci vuole il giusto bilanciamento di speranza e realismo.

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  2. Io qualche sogno in un cassetto ce l’ho ancora e ogni tanto vado a rivederlo. Alcune volte
    prendo il sogno e lo ricompongo, lo rimodello facendo delle varianti, degli abbellimenti.
    A volte mi capita di realizzarne qualcuno, un altro lo cestino, uno nuovo lo aggiungo, ma non riempio mai il cassetto e nemmeno lo svuoto.
    Buona giornata Giuliana, hai ripreso il lavoro? Come va? Come stai?

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  3. A volte ci accorgiamo che certi sogni oramai “ci vanno stretti” come certi vecchi vestiti passati di taglia. succede, hai ragione, è meglio eliminarli. A volte a me è sembrato che fossero astri spenti, poi, all’improvviso, si sono riaccesi ed è stato il tempo di realizzarli… non si può mai dire, l’importante è, come dici tu, che non diventino un’inutile zavorra che ci appesantisce la vita.

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