Ius soli – storie di ordinaria scemenzitudine

Ius soli: pare a me che in Italia siamo alle solite in quanto a scemenzitudini. Giuridicamente e politicamente inadatta a commentare e disquisire per totale ignoranza in materia, non posso pero’ impedire al mio cervello, che della logica ne fa una questione di principio, di fare un ragionamento in merito.

Non so bene in quale maniera dovrebbe essere messa a disposizione degli stranieri, non ne conosco le modalita’ su cui stanno lavorando. Ma se ci voglio ragionare su un attimino, penso che un ragazzo/a, nato in Italia da una famiglia straniera residente in Italia da molti anni, stabilizzata con un lavoro sicuro e continuativo, che paga affitto e tasse, che frequenta regolarmente la scuola, compiuti i 18 anni possa richiedere tranquillamente la cittadinanza italiana e, dopo gli opportuni controlli, ottenerla. 

Fine. Semplice, lineare e logico, nient’altro sarebbe accettabile. Dare indiscriminatamente la cittadinanza italiana sarebbe ingiusto, contradditorio, costoso e pericoloso. Immaginate un giorno,  che uno straniero che ha ottenuto la cittadinanza italiana, compia un attentato terroristico in Italia, questo comporterebbe che, per assurdo, in caso di problemi economici, dovremmo fornirgli un avvocato d’ufficio. Cioe’, lui compie una strage e noi che siamo le vittime lo difendiamo attraverso un avvocato pagato da noi stessi? Sarebbe veramente un assurdo! Ora immaginate che questa stessa persona, invece decida di ritornare nel suo paese d’origine, di sposare una bambina di 12 anni e magari poi di ritornare in Italia con la moglie,  essendo italiano sarebbe colpevole di pedofilia e quindi soggetto alle leggi italiane in materia. 

Questi sono soltanto due piccoli esempi di assurdita’ (sob!) in cui andremmo incontro in casi di concessioni indiscriminate, ma credo che sarebbero molti di piu’. Ecco perche’ non si tratta di essere buoni o cattivi se si e’ a favore o contro questa legge, ma di trovare le giuste soluzioni. Ma ce la faremo, senza prenderci a botte e a colpi di scarpe in aula?

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8 thoughts on “Ius soli – storie di ordinaria scemenzitudine

  1. Anch’io non so molto di più al riguardo dello ius soli e di questa legge in gestazione. Però so che è molto difficile, anche per bambini nati in Italia, riuscire a starci ininterrottamente per diciott’anni. E questo per tutta una serie di motivi: vuoi per necessità familiari, vuoi per mancanze di lavoro che costringono i genitori a rimpatriare la famiglia. Insomma, tutto ciò fa si che, molti ragazzi che si può dire che siano nati e cresciuti in Italia, per difetti di informazione, nessuno ha provato a spiegare alle famiglie che, se i figli escono dal paese, perdono il diritto di poter chiedere la cittadinanza al compimento dei diciott’anni. E, i problemi linguistici se non proprio economici, finiscono per rendere quasi impossibile loro, di richiedere la cittadinanza del paese in cui si può dire che siano nati e cresciuti. E’in quest’ottica che ho conosciuto anche ragazzi di altri paesi che, pure avendo fatto il percorso di studi in Italia, alla fine si sono ritrovati a rischio di rimpatrio e senza cittadinanza, proprio per il fatto che non riuscivano, per burocrazia, a dimostrare di avere fatto tutto il loro percorso di studi in Italia. E altra cosa che so è che: non si desse a tutti costoro la possibilità di potersi dire italiani, sempre che lo desiderino, si tratterebbe di una ennesima ingiustizia nei loro confronti. Questa si in grado di ingenerare quell’odio in grado di sprigionare conflitti e ben altro. Credo che sia tutto un problema di diritti e giustizia: il terrorismo lo si ha quando vengono meno queste condizioni basilari, come già avvenuto in altri paesi europei: ad essere arruolati come terroristi sono anzitutto ragazzi sbandati, piccoli delinquenti, senza altra regola che quella del più forte e del soppruso…
    Un saluto ed un fiore…

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    1. basterebbe notificare ai diciottenni stranieri un modulo da compilare nel caso volessero fare richiesta di cittadinanza italiana. In fondo le cose sono semplici se c’e’ la volonta’ di portarle avanti. Il problema e’ solo quello. ❤

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      1. Basterebbe, ma non viene fatto. E, in ogni caso, viene precluso a questi bambini di poter fare ritorno nei paesi di provenienza, altrimenti perdono ogni diritto a richiedere la cittadinanza. Poichè le normative, se non mi sbaglio, prevedono che il periodo sia ininterrotto. Quindi: se un bambino o ragazzino nato in Italia, viene portato anche e solo per qualche mese, al paese d’origine per visita parenti, automaticamente perde la possibilità di richiedere la cittadinanza. Molti immigrati hanno serie difficoltà con la lingua. Nessuno, come tu ben dici, si prende la briga di spiegare loro questa normativa, per conseguenza ci sono un sacco di questi giovani che ora necessiterebbero di regole più egili ed efficaci per far si che diventino cittadini a tutti gli effetti, con doveri e diritti. La legge dovrebbe servire proprio aquesto. E, in ogni caso, non dovrebbe essere usata come manganello per contrapposizioni ideologiche: tutti i paesi si sono dotati di leggi proprio per fare fronte a questi problemi comuni. In Italia la normativa è ancora vecchia e farraginosa, non adatta ad affrontare le necessità dell’oggi e del futuro…
        Un caro saluto

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      2. c’e’ grande superficialita’ e incompetenza nel legiferare in italia e comunque oramai si legifera solo per interessi economici e non a favore del popolo. Ma, per carita’, diciamolo sottovoce, altrimenti diranno che siamo “populisti” 😄

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      3. Più che “populisti”,credo che rischiamo di passare per”buonisti”. Già che ogni cosa che sappia di buonsenso finisce per essere marchiata con l’infamia del buonismo. Quel che mi chiedo io, al di là d’ogni possibile intento nascosto del promotore della legge, come si fa a strumentalizzare un provvedimento del genere? Di giustizia trattasi e di equità sociale. E non di minacciose invasioni: ogni stato ha provveduto ad aggiornare le proprie leggi in proposito, perchè qua in Italia ciò prefigura una guerra razziale con l’intento di fermare lo straniero sul bagnasciuga?

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  2. Anch’io non ho competenze giuridiche o simili, ma non la penso come te.
    Penso che un bambino nato in Italia che ha seguito un percorso di studi in Italia, sia italiano, indipendentemente dalla nazionalità dei suoi genitori.

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  3. Se ci possiamo permettere, le segnaliamo un nostro articolo a riguardo che cerca di spiegare in maniera semplice le argomentazioni giuridiche che sostengono questa modifica legislativa, perché di diritto ci occupiamo.
    Gli esempi che fa sono poco realistici, o meglio, sono estremi. Non paghiamo l’avvocato d’ufficio anche per il delinquente italiano? Purtroppo, si tende a vedere in questa legge solo un “passaporto facile per terroristi” o per tutti gli stranieri provenienti da quella parte del mondo. Ma è sbagliato e fuorviante.
    Il diritto spesso è meno complicato di quel sembra e anzi spesso apre la mente perché è oggettivo, cosa che i politici, i giornalisti ecc. nella maggior parte dei casi non sono.
    Pochi giorni fa abbiamo deciso di scrivere un articolo a riguardo proprio per chiarire alcuni punti che sono stati totalmente travisati da molti.
    Spero faccia un salto a trovarci e che la lettura sia di suo gradimento. https://legalbreakfast.wordpress.com/2017/06/22/chi-e-veramente-cittadino-italiano/

    Un caro saluto

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    1. Grazie del commento che apprezzo molto, ma ho premesso che sono a favore della cittadinanza italiana per tutti quelli che risiedono, lavorano e pagano le tasse. Ho premesso anche che non conosco le modalita’ ed i criteri che saranno utilizzati, che potrebbero pure essere perfettamente corretti. Quello che mi spaventa da tempo e’ il non fare alcuna distinzione tra chi fugge per disperazione e chi finge per approdare in Europa per scopi totalmente diversi. Il pietismo o buonismo generalizzato sta diventando un cancro della societa’. Il discorso e’ lungo e complesso per poterlo sintetizzare qui e tra l’essere razzisti e il non esserlo, sembra che ci siano un sacco di sfumature ed un mare di ignoranza, superficialita’ ed il voler esprimere la propria opinione per apparire senza avere conoscenza alcuna e talvolta neanche l’opinione stessa. Grazie ancora per avermi letto.

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