Io non volevo nascere


Io non volevo nascere

da una madre impropria,

mio padre mi costrinse.

Fu subito paura e gran dolore

la luce mi feri’ negli occhi

e l’aria mi brucio’ i polmoni.

Ma non potevo piangere

una stella mi guardava

ed io ero anche divino.


Dopo non fu meglio,

lunghe vie pietrose

e folle al seguito

che chiedevano miracoli,

mi divertivo forse a trasformare

l’acqua in vino?

la sete di cui parlavo

non si spegne bevendo,

ma mio padre mi costrinse

e pani e pesci moltiplicai

per suo diletto.


Ancora camminai per il deserto

tra mille tentazioni, compresa

quella di fuggire via

perche’ sapevo che una corona

avrei avuto intorno al capo

ma di dolenti spine.


Sapevo gia’ chi sarerebbe 

stato il traditore e ancora oggi 

non e’ cambiato nulla,

inutilmente sostai sotto l’ulivo.


E venne il giorno,

mentre camminavo

su per la salita col peso

della croce sulle spalle,

ti vidi per un attimo 

negli occhi della Maddalena

e vi lessi un sussulto di rimorso

per avermi mandato qui,

in questo inferno al posto tuo.


Non furono i chiodi ai piedi 

ed alle mani a farmi male, 

ne’ l’aceto sulla bocca mia ferita 

ma il pianto di quella madre 

impropria a cui fui imposto,

ed e’ l’unica cosa per cui

ancor oggi non rimpiango 

di esser nato e non sono

felice di essere resuscitato.


Giuliana Campisi ©

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