A Lilly

immagine dal web

Lilly seduta davanti lo specchio guardava il suo vestito azzurro polvere con il colletto in pizzo macrame’ bianco. Era il suo vestito prediletto, un po’ demode’ forse, un po’ scolorito, ma le piaceva tanto, faceva risaltare i suoi riccioli castani e la sua pelle chiara e setosa. Ultimamente pero’ era diventata piu’ pallida, viveva da sola in  quella grande casa buia  nel centro storico di Catania, era la casa della sua famiglia da almeno un secolo, con  splendide finestre dai vetri colorati ma da cui entrava poca luce e lei non amava molto uscire nel frastuono della citta’ e quindi non prendeva molta aria ne’ sole. Ripensandoci era veramente passato molto tempo dall’ultima volta che era uscita, non ricordava piu’ nemmeno quando.

Devo rimettermi in riga – penso’ ad alta voce riguardandosi allo specchio. Era veramente troppo pallida, quasi diafana e notava che anche i suoi capelli avevano perso lucentezza.

Domani passero’ anche dal Dottore – penso’– magari mi dara’ qualcosa da prendere per rimettermi su –

Ma passavano i giorni e Lilly rimandava sempre la sua uscita all’indomani, si aggirava nelle stanze vuote e polverose, non aveva voglia di far nulla,  era da tanto che nessuno veniva a trovarla, a che serviva spolverare?

Guardava i quadri alle pareti, i ritratti dei bisnonni, dei nonni, dei suoi genitori e le sembrava di avere tutta la famiglia con se e fingeva di non  sentire la solitudine.

E passavano i giorni ed i mesi.

Un pomeriggio mentre si spazzolava i capelli senti’ un forte stridore di freni ed un gran botto,  tanto che le mura di casa tremarono.

Corse a guardare da dietro i vetri della finestra della sua camera e vide che una macchina si era schiantata proprio nel muro di casa sua. Lo sportello si apri’ cigolando ed incespicando e barcollando usci’ un ragazzo apparentemente indenne.

Lilly rimase rapita, era bellissimo. Alto e snello, capelli neri e grandi occhi azzurri.

Fu un colpo di fulmine.

Intanto il ragazzo, chiaramente scosso, si guardava intorno come in cerca d’aiuto, ma la stradina era deserta, il centro storico era interdetto alle auto ed a quell’ora erano tutti dentro le proprie casa per il riposino pomeridiano. Perplesso e confuso si decise, per chiedere aiuto, a bussare alla sua porta.

Lilly non se lo aspettava, si guardo’ allo specchio, si sistemo’ nervosamente i capelli con le mani e si avvio’ per aprire la porta. Ma l’emozione gioca a volte brutti scherzi e le gambe diventarono pesanti pesanti, riusciva a scendere le scale un gradino alla volta lentamente, pesantemente, si aggrappava alla balaustra per non cadere tanto tremava dall’emozione.

Era quasi giunta alla fine delle scale, ci aveva impiegato tanto tempo, e vide che il ragazzo era riuscito ad entrare in casa dal portone che, ormai vecchio e sgangherato, si apriva senza sforzo alcuno. Lui si guardava attorno e chiamava:  – c’e’ qualcuno in casa? c’e’ qualcuno?

– Sono qui, ci sono io – disse Lilly arrossendo, da vicino era ancora piu’ bello.

Ma lui sembrava non vederla e non sentirla e continuava a chiedere: – c’e’ nessuno? per favore avrei bisogno d’aiuto!

Lilly si avvicino’ a lui che sembrava ancora non vederla, anzi si allontano’ e si diresse alla sua destra dove sulla parete c’era un grandissimo quadro ad olio che la ritraea.

Rimase estasiato a guardarlo, Lilly nel ritratto aveva lo stesso vestito azzurro col colletto di pizzo che indossava adesso. Anche Lilly volto’ lo sguardo verso il dipinto e si vide cosi’ come si guardava ogni giorno allo specchio, solo che il ritratto aveva i colori piu’ intensi, la sua pelle era color pesca ed i riccioli castano ramati sembravano brillare, il vestito era piu’ azzurro ed i suoi occhi piu’ vivaci. Si volto’ verso un grande specchio che arrivava fino al soffitto e si vide, era pallida, emaciata, quasi trasparente, sembrava un fantasma.

– Sembro un fastasma – disse girandosi verso il ragazzo.

Lui guardava ancora estasiato il ritratto, Lilly vide che si portava due dita alle labbra vi posava un bacio e le poggiava sulle sue nel ritratto.

Una luce improvvisa sembro’ scoppiarle dentro la testa e si vide all’improvviso, come in un film, nel suo letto di morte, dopo una lunga e dolorosa malattia, mentre la madre  vestiva amorevolmente con il vestito azzurro il suo corpo ormai freddo.

Vide il padre col capo chino piangere mormorando: povera piccola mia, non sei arrivata neanche a conoscere l’amore, il primo bacio…

Sembro un fantasma, sono solo un fantasma – si ripete’, guardo’ per l’ultima volta il ragazzo e  senti’ sulle sue labbra il primo ed unico bacio che non aveva mai avuto.

Sono solo un fantasma …

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