La rabbia

Quella porta non si apriva benche’ la chiave grossa ed arruginita non fosse girata dentro  la toppa.

Cio’ che era dentro non usciva e niente poteva entrare.

Eppure dentro sembrava riempirsi fino a scoppiare.

Origliando si sentivano scricchiolii, colpi, gemiti, come se il legno stesse per esplodere. Ma, a parte i rumori che aumentavano sempre piu’, non succedeva nulla.

Cercavo di togliere la chiave per sbirciare dentro ma, vecchia e rugginosa, nonostante i miei sforzi, non intendeva proprio uscire dalla serratura. Riuscivo soltanto a muoverla di qualche millimetro ma non bastava per guardare dentro.

Nel frattempo i tonfi e gli scricchiolii si facevano piu’ intensi ed avevo la sensazione come se la porta si gonfiasse leggermente.

Sarei dovuta andare via, ma la curiosita’ mi spingeva a restare in attesa di chissa’ cosa.

E stavo li’ a fissare la porta che si gonfiava sempre piu’, finche’ mi accorsi che le assi incominciavano a piegarsi con un cigolio sinistro e i cardini si staccavano poco per volta facendo cadere a terra polvere e calcinacci. Sembrava che da un momento all’altro dovesse spaccarsi.

Mentre guardavo perplessa e preoccupata quella strana porta, all’improvviso esplose letteralmente. Il rumore fu talmente forte che mi stordi’ e aprendo gli occhi, che istintivamente avevo chiuso, vidi intorno a me uno sfarfallio di piccole lettere nere che mi circondavano. Riconoscevo tutte le lettere dell’alfabeto, la punteggiatura, qualche frammento di parola … contemporaneamente una gran pace si era impadronita di me.

Guardavo quelle lettere svolazzare qua e la’ con atteggiamento di assoluta calma mentre prendevo coscenza che esse mi appartenevano, erano una parte di me.

Tentai di afferrarne al volo qualcuna, erano incandescenti e lasciavano sulle dita qualcosa di appiccicoso e man mano che si posavano a terra mi accorgevo che formavano parole e frasi di alcuni miei pensieri.

Poi compresi.

Tutto cio’ che avevo tenuto dentro di me per tanto, tanto tempo aveva raggiunto il troppo pieno ed era esploso liberando ed alleggerendo quel fardello che mi portavo dentro.

Finalmente ero libera da me stessa.


Giuliana Campisi ©

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11 thoughts on “La rabbia

    1. liberarsi di se stessi in fondo non e’ poi cosi’ difficile, e’ come decidere di smettere di guardare sempre quello che c’e’ dentro una stanza ed aprire la finestra e incominciare a guardare fuori … se mi consenti il paragone. Ovviamente e’ importante il fattore scatenante… ma qui il discorso si farebbe lungo 😕 😄

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