Come una falena

C’era un buco nel cielo, non se ne vedeva il fondo, lucciole come lanterne vi passavano attraverso creando una scia di luce. Non sarebbero tornate, loro lo sapevano e volavano convinte senza nostalgie o rimpianti.

Anch’io avrei dovuto, lasciare tutto, piatti da lavare, pezze da cucire, disegni da colorare e persone sbagliate, inservibili, pesanti, con i cervelli chiusi e grossi lucchetti sulle porte del nuovo, incapaci di distinguere l’alba dal tramonto.

Avrei dovuto spogliarmi, staccare dalla pelle quel cappotto pesante, sciogliere i capelli, buttare via calze e scarpe e, indossando un po’ di freschezza e leggerezza, volare via come una lucciola, con una luce dentro a riscaldarmi cuore e mente.

Invece sono ancora qui, il buco nel cielo si restringe sempre piu’, non credo riuscirei a passare nemmeno se volessi, troppi strati si sono accumulati intorno ai fianchi e attorno al cuore, non sono piu’ una lucciola ma una falena che scambia una candela per il sole.

Giuliana Campisi

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8 thoughts on “Come una falena

  1. Malinconica, come un destino che pare già tracciato… molto toccante. ma ricordati che le lucciole, per quanto prigioniere, continuano a splendere della loro luce… qualcuno ne beneficerà, aprirà la sua mente, aprirà ali di luce e spiccherà il volo!

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