“Narodničestvo”  

Ridiamo forte, parliamo molto e ad alta voce, ci arrabbiamo facilmente per le prepotenze, i soprusi, l’ignoranza e la maleducazione di molti. Difficile nascondere questo disagio esistenziale dilagante. Non ci sono piu’ regole, non c’e’ etica, valori perduti insieme al piu’ comune buon senso…

… e non ci sono piu’ le mezze stagioni … colpa del governo ladro … se vincessi la lotteria…

Tutti luoghi comuni. 

Si e’ vero, ma la lingua italiana e’ meravigliosa, oltre ad essere dolce e musicale, contiene parole o frasi compiute stupendamente adatte ad ogni cosa e ad ogni caso. Semplici, chiare, nette, immediate … ” non ci sono piu’ le mezze stagioni”, banale, ma come dirlo in altra maniera senza dovere scomodare l’alternanza delle stagioni e la legge di Keplero? banale ma efficace, quando si conosce la lingua italiana, ovviamente…

Ma quando qualcuno (molti, forse troppi) per moda, per emulazione, per credersi appartenenti ad una cultura superiore (ma per favore!), non incomincia ad usare, impropriamente, termini nuovi (ma quando mai!)… le cose cambiano e la lingua italiana va farsi friggere!

Ed e’ di questo che volevo parlarvi perche’ mi rode assai.

Sappiamo che i politici hanno un linguaggio spesso di difficile comprensione che,  e questo non sfugge ad un ascoltatore piu’ attento, e’ appositamente studiato per dire, dire, dire e non dire niente. Perche’ non si vuole far sapere, perche’ si cerca di confondere le acque, per nascondere qualcosa, perche’ non si conosce la risposta alla domanda ed altre becerate del genere.

Ma quello che ultimamente mi ha colpito di piu’ e il termine “populismo”.

E’ una parola che tradotta dal russo “narodničestvo” in inglese diventa “populism” movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia” tra il 19° e 20° secolo, “che si proponeva di raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, specialmente dei contadini e dei servi della gleba”.

I termini populista o populismo, onorevolissimi, ultimamente sono stati usati e abusati da chiunque conferendogli un significato dispregiativo. Questo perche’ oggi chi detiene il potere vuole  che la popolazione venga “tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici” e tutti quelli che vorrebbero che la popolazione fosse  partecipe e non spettatrice della vita politica vengono tacciati di essere populisti.

Se per populismo dunque si intende una concezione della politica che ravvicini i cittadini alla politica e dia la priorità agli interessi della popolazione anziché a quelli della classe politica, la cosa mi sembra assolutamente positiva e direi che piu’ esattamente si chiama “democrazia”. 

Come vedete avevamo gia’ la parola giusta in tasca, senza bisogno di andare a scomodare un termine russo tradotto in inglese e poi in italiano per essere usato in modo inappropriato. E se poi vogliamo proprio entrare nel merito, l’utilizzo sbagliato di questa parola ci fa capire quanto la politica e l’informazione, spesso sua complice,  seguano più una “moda” nel parlare che una effettiva comprensione  del termine che si vuole usare.

Insomma “diamo a Cesare quel che e’ di Cesare”

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6 thoughts on ““Narodničestvo”  

  1. Perché chi ci governa é di un’ignoranza vergognosa! Vedi Frottolo,ad esempio,che usa inglesismi tipo job act o spending rewiew e poi non sa dire due parole in inglese (e spesso manco in italiano….). Adesso si è dimesso eppure….é ancora ancorato là! Io sono per i populisti!

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