Je suis toute le monde :|

Non voglio fare le solite polemiche, io sono stata una di quelle che allora aveva scritto “Je suis Charlie”, ma ritengo giusto fare chiarezza

Solidarieta’ verso persone che sono state vittime di un attentato se pur facenti parte di un giornale che, piu’ che fare satira, sembra l’emblema del pessimo gusto, nella forma e nel contenuto. Chiamare satira il dileggio ignorante, attraverso vignette di una volgarita’ unica, di personaggi politici o credenze religiose e’ come chiamare arte lo scarabocchio di un bambino su un foglio.

Satira non vuol dire mancanza di rispetto verso chi e’ morto o ha perso tutto e tutti. 

Io sono solidale e rispettosa verso chiunque subisce violenze, prepotenze o e’ vittima di eventi catastrofici o guerre e questo prescinde dalla nazionalita’, dal credo religioso o politico. 

“Je suis tout le monde” direi, ma do’ e pretendo rispetto nelle tragedie che ci colpiscono.

La vera satira, quella  che evidenzia contraddizioni ed incita al cambiamento, che critica in maniera comico-ironica costruttivamente e non distruttivamente (quello si chiama “sparare a zero), puo’ colpire al cuore della questione anche con eleganza e rispetto. 

Se poi si vuole far cassa qualunque cosa va bene.

Giuliana Campisi

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22 thoughts on “Je suis toute le monde :|

  1. Dà fastidio, _e non poco_, ma la satira, all’estero, ci associa con pasta, pizza e mandolino. … finchè non riusciremo a stravolgere la nostra classe politica e la nostra forma amministrativa e di governo, saremo sempre considerati in questo modo.
    Apparentemente non siamo stati capaci di meritare rispetto, … del resto la satira è solitamente tagliente.
    Ciao, buon fine settimana

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  2. Che sia di cattivo gusto non ci piove, ma sono altre le cose che mi mandano fuori dai gangheri, e sono quelle che, proprio quelle vignette, mettono in risalto. Non sono mai stato C. Hebdo, ma adesso non ci sparo nemmeno contro. Altri vorrei avere chiamare a rispondere di quanto non ha funzionato…
    Un saluto ed un fiore…

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      1. Non credo che si tratti di far piovere sul bagnato, bensì i non lasciarsi distogliere dalla facile lacrima per le vittime di ogni sciagura o incidente: non dimentichiamo che, persino le strade appena inaugurate, qua in Italia, vengono giù come castelli di sabbia. Evidentemente i nostri cugini di Hebdo, hanno cercato di scrollarci da questa apatia che fa sì che, anche i nuovi movimenti che vanno al potere, come nel caso di Roma, finiscano per prendere sempre la solita piega……

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  3. Charlie Hebdo è sempre così, inutile indignarsi quella volta che colpisce noi. Hanno fatto una vignetta altrettanto atroce dopo l’attentato di Nizza. Del resto dice la verità, siamo carne (o pasta) da macello. Poi, l’hebdo, basta non comprarlo.

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