Disfatta totale

… questo e’ tutto quello che sono riuscita a produrre oggi. Sono troppo stanca, gli operai si sono affezionati molto a me e prolungano i lavori pur di starmi vicini. Adesso oltre i bagni e’ inagibile anche la cucina, tutte le altre stanze invece sono piene di mobili e suppellettile varie. Credo che mi corichero’ sul tavolo, e’ piu’ facile.

Volere o volare?

immagine reperita nel web

Le parole spingevano impetuose, le mani premute sopra il petto non servivano ad arginarle, anche i denti stringevo e le labbra fino a farmi male ed ancora non bastava, era come un fiume in piena.

E all’improvviso tutto si spezzo’, nessuno ne usci’ indenne, solo qualcuno, in un ultimo tentativo, dettato piu’ che altro dall’istinto di sopravvivenza, si arrampicava su qualche asperita’ che fuoriusciva dalla piena, ma la violenza che spingeva fuori tutto cio’ che da tempo era trattenuto con dolore, con rabbia, con insofferenza non lasciava scampo.

Quando la mia bocca si svuoto’, ancora dolorante per i detriti che si era trascinata nella furia, mi sentii piuttosto debole e con le gambe malferme, ma una pace immensa si era impossessata di me.

Guardavo intorno a me i morti, i feriti, sentivo i lamenti, le invocazioni d’aiuto, le richieste di perdono, le promesse … e non me ne importava niente.

Il mio corpo riprendeva le forze, la mia testa alleggerita vedeva adesso tutto con chiarezza. Anche i crampi allo stomaco, che da tempo mi perseguitavano, erano spariti.

Il cielo mi sembro’ piu’ azzurro e l’aria piu’ fresca e profumata, poi mi accorsi che a poco a poco mi sollevavo da terra, i piedi non poggiavano piu’ sul pavimento ed io incominciavo a fluttuare nell’aria …come una sciocca presi a sbattere le braccia … ed incominciai a volare.

Il tuo respiro

Immagine dal web

Tu sei lontano

ed io tremo ascoltando 

il vento

e lo vorrei imbrigliare

perche’ so che dentro

c’e’ anche il tuo respiro.


Giuliana Campisi ©

Sotto la cenere

Dietro la finestra chiusa

c’e’ un silenzio 

che si frantuma contro i muri

e crea una eco nelle stanze,

tra le pareti vuote 

senza parole

senza spazi

senza solitudini.

Vuoti a perdere nella memoria,

io ho gia’ dimenticato,

anche se sotto la cenere

la brace rosseggia ancora

un po’.


Giuliana Campisi ©

Dialogo possibile?


Cuore: cosa fai li’ seduta immobile?

Ragione: non vedi? rifletto, ragiono. E tu? sempre in agitazione, non stai mai fermo!

Cuore: io vivo, sogno, amo … 

Ragione: si, si e piangi e ti disperi!

Cuore: si, e’ vero, qualche volta, ma almeno respiro e tu li immobile freddina e un po’ noiosa…

Ragione: io faccio in modo che tu soffra meno, ragiono sulle cose, valuto i pro ed i contro ed evito che ti butti su cose dalle quali non ne usciresti tanto bene!

Cuore: ma dai!  almeno io vivo.

Ragione: si, a pezzi. Ma guardati, sei pieno di ferite, lividi, buchi, sempre in agitazione, non ti fermi mai!

Cuore: i miei sono tatuaggi d’amore, medaglie al valore, nostalgici ricordi e comunque sono sempre di un bel rosso palpitante e mi godo la vita. Tu cosa fai? stai seduta ferma a fare i tuoi ragionamenti, a calcolare, a far quadrare i conti, a frenare, a rimandare, a patteggiare. Non vivi, sei cosi’ magra e fredda da sembrar quasi morta.

Ragione: forse e’ vero in parte, certo un po’ di colore non mi dispiacerebbe…

Cuore: su alcune cose anche io concordo… se potessi evitare qualche ferita dolorosa…

Ragione e Cuore: si, forse dovremmo stare un po’ piu’ assieme …