Scorrera’ il mio tempo

immagine dal web

Ho riempito il calice del mio tempo

e tra poco trabocchera’.

Scorreranno, sulla pelle percorsa 

da fiumi blu, lunghi giorni tempestosi 

e rosee albe profumate 

d’amore e arance mature.


Scorreranno gli anni, carichi 

di neve e di castagne arrostite

al fuoco di un camino, 

sulle mie spalle curve e quelli

aspri di sale sulle labbra bruciate 

dal sole d’agosto e dal mare caldo,

sul mio ventre ormai infecondo.


Scorrera’​ il tempo sul mio viso bruno d’arabia,

percorrendo rughe e pieghe, 

intorno agli occhi che, rimasti puri, 

sanno stupirsi ancora

e sulla bocca che piu’ non potra’ tacere.


Tra le mani, infine, scorrera’, ed in

quel momento le dita si apriranno

a sciogliere capelli sulle spalle

ed ogni cosa scivolera’ nel nulla,

nessun rimpianto ne’ malinconia,

solo un leggero senso di nostalgia.


Giuliana Campisi ©



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Tutto come prima

I palazzi, le case, i ponti, ogni struttura costruita dall’uomo, si era sgretolata, lineata ed a poco a poco diroccata e crollata.

Le piante avevano preso il sopravvento ed avevano invaso ogni cosa. Arrampicandosi avevano ricoperto di verde tutto cio’ che restava di queste costruzioni. 

Quello che era stata una citta’ aveva ora l’aspetto di un agglomerato di cattedrali di piante e foreste. Tutta la terra era coperta di verde. Gli oceani puliti si erano ripopolati di ogni specie marina.

Il cielo, non piu’ inquinato,  era terso ed azzurro intenso, il clima ormai normalizzato si cullava in una eterna primavera.

Gli uccelli volavano in questo nuovo verde paradiso cantando felici e si erano riprodotti, insieme a tutti gli altri animali sulla terra, ripristinando la fauna terrestre.

La terra era stata resettata ed era ritornata ad essere il paradiso iniziale.

L’uomo si era quasi estinto, erano sopravvissuti misteriosamente solo pochissimi individui sparpagliati qua e la’ in varie parti della terra dove ormai non esistevano piu’ Stati o confini.

Dan, uno di questi, giunto ormai su quella eta’  che riteneva essere piu’ o meno di cinquanta anni, stanco della solitudine, decise un giorno di mettersi alla ricerca di qualche  altro sopravvissuto.

Come prima cosa penso’ di creare un segnale visibile anche da molto lontano, cosi’ si mise alla ricerca di qualcosa da bruciare su una altura ma che facesse molto fumo scuro e non si spegnesse subito senza dovere in continuazione mettere su legna.

Cerco’ a lungo ed alla fine riusci’ a trovare, in quello che uno volta doveva essere stato un garage, dei vecchi copertoni di camion.

Riusci’ a poco a poco a portarli sopra una collina e gli diede fuoco.

Fu cosi’ che tutto ricomincio’ come prima.

Giuliana Campisi ©

Silenzi di pietra

immagine dal web rielaborata

Aspettavo un tuo cenno,

uno sguardo, un segnale

che avrebbe dato da bere

ad un fiore assetato,

ma ogni cosa restava come

roccia ancorata al terreno,

silenzi di pietra 

che agghiacciavano il cuore,

anche l’aria sembrava piu’ densa

– il merlo taceva sul ramo –

Troppa quiete puo’ spegnere

un fuoco e quel vento sottile

che muove appena le spighe di grano

non lo alimenta.

Anche il merlo e’ volato lontano 

sbattendo le ali, non e’ un nido

che cerca, ma soltanto 

un poco d’amore.


Giuliana Campisi ©

Ogni volta

immagine dal web modificata in gif

Ogni volta che mi abbracci

mi convinco sempre piu’

che anche il paradiso puo’ attendere

Primo tentativo di gif animata

immagini dal web rielaborate

… non e’ troppo male, spero di riuscire a far meglio

In assenza di meta

immagine dal web rielaborata

Sosto, in assenza di una meta,

davanti un orizzonte sbiadito

di un giorno morente,

confuso tra il cielo e la terra.


Il respiro e’ piu’ forte, 

si confonde col vento,

avido d’aria aspira con forza

la vita che fugge e nel mentre

raccoglie frammenti che dispone

sul cuore a placare mancanze

che bruciano ancora.


Non ci saranno altri giorni,

soltanto riflessi di luce

su specchi che hanno perso

l’argento, fingero’ di vedermi

ugualmente pettinando

con le dita i capelli e ascoltando

il respiro del tempo che passa.


Giuliana Campisi ©