Eccellente analisi

di Ettore Ferrini

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Immagine dal web

Prendervela con tutti gli uomini del pianeta non risolverà il problema, anzi, lo aggraverà. Sì, stamani vi do una notizia sconvolgente, quindi sedetevi: il maschilismo non è un problema degli uomini, è un problema della nostra società ed è assolutamente trasversale. Quando una donna rivendica la propria superiorità genitoriale, “i figli sono roba della mamma”, sta alimentando il maschilismo. Quando sceglie danza o moda per la figlia e calcio e arti marziali per il figlio sta aggiungendo un altro mattone agli stereotipi gender, le basi del maschilismo. Quando una ginecologa, si dichiara obiettrice di coscienza sta riducendo l’indipendenza di tutte le donne. Quando una donna in una lite dà della troia ad un’altra donna sta alimentando il maschilismo, quando dice “lo so io come ha fatto quella ad arrivare là”, senza averne prova, sta perpetuando il  ragionamento maschilista per cui l’unico merito che può avere una donna è concedersi all’uomo. Già, perché l’uomo è donnaiolo ma la donna non sarà mai uomaiola, e questo non entra in testa a nessuno, neanche alle donne. Le ho sentite io le mamme dare della “femminuccia” ai propri figli maschi, come fosse un’offesa. Le ho lette io le donne fare sagaci battutine su cagne e croccantini ad altre donne, in un cortocircuito di maschilismo tutto al femminile ove una si spoglia per compiacere il maschio e l’altra la offende per la stessa ragione. I mostri che uccidono le donne sono figli di una società misogina alla quale contribuiscono ogni giorno entrambi i sessi e non è certo continuando a sottolineare differenze che capiranno l’uguaglianza.

ESTEMPORANEA

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Ho il piacere di condividere con tutti la notizia della pubblicazione dell’ebook tutto al femminile di Estemporanea su un tema molto difficile quale la violenza contro le donne e i minori grazie all’iniziativa della poetessa Ilaria Cino che ha raccolto tutte le nostre poesie sul tema.
L’ ebook e’ disponibile gratuitamente sulla pagina facebook “Le stanze di carta”.
Il cartaceo e’ stato stampato privatamente solo per le autrici.

Non c’e’ perche’

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Non c’e’ un perche’ in questo blu

che ci riempie dentro lasciandoci

senza respiro,

nel tramonto che ogni giorno

scende sul mare con estrema lentezza

e non affonda mai,

in una oscura e sporca pozza

d’acqua in cui si specchia la luna.

Non c’e’ un perche’ nella mano

che impugna una pistola

o una parola che ugualmente

difende o uccide.

Non c’e’ un perche’ nel pensiero

che dilaga come pioggia

invadente e inaspettata

e tutto allaga e annega.

Non c’e’ un perche’ a questo amore

che traballa, tentenna e barcolla

e pure va avanti in perpetuo equilibrio

su una fune intrecciata di fili di seta

sospesa nel nulla.

Giuliana Campisi ©

LA DELUSIONE DEI POTENTI – di Alberto Maggi

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tratto da una pagina facebook

All’inizio era solo una discreta mormorazione, poi è diventata mugugno sempre più crescente, e ora, senza più remore, aperto dissenso nei confronti del Papa venuto dalla fine del mondo (e sono tanti che ce lo vorrebbero ricacciare). Papa Francesco in poco tempo è riuscito a deludere tutti. E la delusione si trasforma in un risentimento dapprima covato e ora platealmente manifesto.

Sono delusi molti dei cardinali, che pure lo hanno eletto. Era l’uomo ideale, senza scheletri negli armadi, dottrinalmente sicuro, tradizionalista ma con accettabili aperture verso il nuovo. Avrebbe potuto garantire un periodo di tranquillità alla Chiesa terremotata da scandali e divisioni. Mai avrebbero pensato che Bergoglio avrebbe avuto intenzione di riformare nientemeno che la Curia romana, eliminare privilegi e fustigare le vanità del clero. La sua sola presenza, sobria e spontanea, è un costante atto d’accusa ai pomposi prelati, anacronistici faraoni pieni di sé.

Sono delusi i vescovi in carriera, quelli per i quali una nomina in una città era solo il piedistallo per un incarico di maggiore prestigio. Erano pronti a clonarsi con il pontefice di turno, a imitarlo in tutto e per tutto, dall’abbigliamento alla dottrina, pur di entrare nel suo gradimento e ottenerne i favori. Ora questo papa invita gli ambiziosi e vanesi vescovi ad avere l’odore delle pecore… che orrore!È deluso gran parte del clero. Si sente spiazzato. Cresciuto nel rispetto rigido della dottrina, indifferente al bene delle persone, ora non sa come comportarsi. Deve recuperare un’umanità che l’osservanza delle norme ecclesiali ha come atrofizzato. Credevano di essere, in quanto sacerdoti, al di sopra delle persone, e ora questo papa li invita a scendere e mettersi a servizio degli ultimi. Delusi anche i laici impegnati nel rinnovamento della Chiesa e i super tradizionalisti attaccati tenacemente al passato. Per questi ultimi il papa è un traditore che sta portando la Chiesa alla rovina. Per i primi, papa Bergoglio non fa abbastanza, non cambia norme e legislazioni non più in sintonia con i tempi, non legifera, non usa la sua autorità di comandante in campo. Sono entusiasti di lui i poveri, gli emarginati, gli invisibili, e anche tutti quelli, cardinali, vescovi e preti e laici, che da decenni sono stati emarginati a causa della loro fedeltà al vangelo, visti con sospetto e perseguitati per questa loro mania della Sacra Scrittura a discapito della tradizione. Quel che avevano soltanto sperato, immaginato o sognato, ora è divenuto realtà con Francesco, il papa che ha fatto riscoprire al mondo il profumo del vangelo.

Un buon raccolto

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immagine dal web

 

Elisa si dondolava piano nella vecchia altalena attaccata al grande noce.

Dopo tanti anni resisteva ancora, la corda era un po’ usurata e l’assicella di legno che fungeva da sedile aveva visto tempi migliori, ma serviva ancora all’uso.

L’aria fredda di quel gelido mattino di gennaio le arrossava le guance, Elisa spaziava lo sguardo sui campi gia’ arati e seminati dove le ultime piogge avevano gia’ fatto spuntare i primi germogli di grano.

Sarebbe stato un buon raccolto quest’anno, pensava stringendosi al collo lo scialle di lana ormai logoro e sbiadito, ne avrebbe ricavato una bella cifra.

Adesso era tutto suo, finalmente avrebbe potuto comprarsi un vestito nuovo ed anche un paio di scarpe.

L’ultima volta che si era comprata qualcosa era stato dieci anni prima in occasione del suo matrimonio. Da allora ogni cosa veniva gestita da suo marito, ogni soldo che entrava in casa, la sua proprieta’ lasciatale dal padre, lei era diventata solo quella che lavava, stirava e cucinava come una Cenerentola, senza alcun diritto e senza una lira da potere spendere per se.

Quando si ribellava eran giu’ botte, tante botte da lasciarla tramortita per terra

Alla fine aveva smesso di ribellarsi trascinando la sua esistenza tra i lavori di casa, le galline e l’orto.

Era invecchiata prima del tempo, non aveva ancora quarant’anni ed aveva gia’ quasi tutti i capelli bianchi, il viso e le mani sciupate.

Ora sarebbe stato tutto diverso, domani sarebbe andata dal parrucchiere, avrebbe fatto la tinta ai capelli ed anche la manicure.

Col pensiero assaporava gia’ quei momenti mentre guardava in giro soddisfatta i campi ben curati, l’orto, gli alberi da frutta, la sua casa e sul retro, cosi squallido perche’ suo marito le impediva pure di piantare dei fiori, si vedevano ancora sul terreno le tracce del falo’ che aveva fatto due sere prima.

C’era voluta una grande quantita’ di legna per bruciare bene il corpo, ma alla fine non era rimasto piu’ niente e quel poco che era rimasto l’aveva passato al tritatutto e disperso nei campi.

Si, quell’anno sarebbe stato un buon raccolto.