L’Inizio

All’improvviso scappano fuori dalla bocca, violente come un fiume in piena, devastanti come una valanga, rotolanti come una cascata di biglie, cristalline come pioggia sottile ed a volte leggere come fiocchi di neve.
Parole, crudeli o misericordiose, non si tengono chiuse a lungo.
Alla fine esplodono.
Come bombe devastanti o come fuochi d’artificio festosi.
Qualche volta son bagnate di lacrime, altre volte amare come veleno.
Ma sono parole, suono vibrante nell’aria o disegno del suono sulla carta.
Le urli, le sussurri, le canti o le declami, comunque magnifica espressione del nostro essere creature spirituali in tutte le sue sfaccettature.
Utili, comode ,ma spesso arma micidiale come il coltello che taglia il pane che ci nutre ma ugualmente toglie la vita.
Sussurri d’amore o grida di dolore comunque esplosioni dell’anima, anche se piu’ il silenzio grida.

Tutte le immagini postate in questo blog sono immagini reperite liberamente nel web e rielaborate dalla sottoscritta, pertanto la firma nelle stesse deve intendersi riferita alla rielaborazione e non alla immagine.

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85 risposte a "L’Inizio"

  1. le parole possono tutto e una volta dirette al bersaglio…non tornano indietro. Certo non tutte, solo quelle “ben addestrate a colpire” in bene o in male. Giuliana, anche da me sei finita in spam…WP ha corridoi segreti che mi affascinano…

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      1. giorni addietro ero finita nella spam di tutti. Prima ho pensato che tutti mi ignoravano per chissa quale oscuro motivo, poi Alessia mi ha suggerito di chiedere a tutti di guardare nella spam e cosi’ molti mi hanno ripescata e tirata fuori da quella melma nera

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      1. io avevo chiuso il vecchi blog definitivamente, e aperto questo nuovo… ma dovevo fare una pausa blog per lavori in casa… comunque un piacere di rivederti … 😉

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  2. Paris lui manque, je le lui ai dit: il a la nostalgie de la critique,
    il n’a ni auteur a plumer, ni systeme a creuser,
    ni poete a desesperer, et n’ose se livrer ici a quelque debauche au sein de laquelle il pourrait deposer
    le fardeau de sa pensee.

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  3. Ci sono circostanze nelle quali le parole risultano eccessive, ingombranti, non necessarie.
    La parola che parla, la parola che nutre il silenzio assomiglia a un vento leggero: si fa notare, ma entra discretamente, scende nel profondo. Non usa toni violenti. Non si impone con l’irruenza del fuoco. Non dilaga con l’irrefrenabile forza dell’acqua. Sussurra, accarezza, passa accanto, ma poi scompiglia, capovolge, scombina, rigenera.
    Scende in profondità, sospinge fino alla sommità: poi, ricomincia.
    Accompagna, aspetta, riscalda, porta dentro.
    Insegna a scrutare, permette di riconoscere, porta luce, ma lascia che ciascuno dia voce alla vita che porta in sé.
    Non si sostituisce, non dà indicazioni, nemmeno risposte, ma suscita solo domande, curiosità e desiderio nuovo, fino a spingere al cammino, alla ricerca dell’inedito.
    Non teme la solitudine, la Parola che alimenta il silenzio.

    UNA PAROLA SPECIALE

    di Fausto Corsetti

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    1. probabilmente queste occasioni sono piu’ frequenti delle altre. Io preferisco il silenzio alle parole, cio’ che sento preferisco scriverlo perche’ mi consente di pesare le parole e non essere confusa dall’interlocutore. Cio’ che ne esce e’ sicuramente il mio pensiero piu’ pulito ed esente da “contaminazioni”. Grazie per essere passato dal mio blog 🌹

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  4. Vedere cose belle dove nessuno le scorge: un’impresa che riesce a chi conosce l’alfabeto del silenzio e a chi abita familiarmente spazi alti e solitudini eloquenti, capaci di generare la vita. Udire parole dove gli altri sentono solo frastuono. Tracciare percorsi dove i più vedono solo difficoltà e intralci. Tessere relazioni dove tutti leggono complessità e contrapposizioni. Questa è la sfida affidata a chi sa pronunciare parole che nutrono il silenzio.

    Grazie a te e un caro saluto.

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  5. Leggendo il tuo scritto il pensiero immediatamente mi ha trascinato a ritroso nel tempo sia alla presenza all’uomo dei primordi e sia all’animale (bestia) di allora e, nelle condizioni in cui vive il presente oggi … ciò che tu esprimi è il cammino dell’umanità a livello di pensiero e innanzitutto fonetico e vocale … ciò perché siamo muniti di: laringe, faringe e corde vocali (oltre che all’anima … che dicono ci differenzia dall’animale bestia?). Ci differenziamo dalle bestie perché abbiamo sviluppato semplicemente per adattamento l’apparato foniatra? Gli animali(anima li)sono bestie perché non hanno né l’apparato foniatra perché non hanno sviluppato l’anima e viceversa? E se gli animali parlassero o se un giorno parleranno perché per sopravvivere svilupperanno l’apparato foniatra saranno anch’essi considerati animali umani? O si tirerebbe fuori la questione delle razze: Io sono bianco, tu sei nero, ovvero, io sono uomo, tu sei animale. E poi mi piace pensare, immaginare che un animale mentre si accoppia o se ne stanno su una cima di montagna o nel sottobosco o in riva al mare dica a un altro animale che noi consideriamo brutti e semmai orripilanti:- Stammi vicino amore mio. E non lasciarmi mai.- E l’altra/o risponde: – Questa terra e tu siete la mia unica vita vera.-

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    1. la parola non e’ un semplice suono, ma un po’ come la musica e’ un moto dell’anima perche’, a differenza degli animali, non ha scopi solo materiali (bisogno di cibo:fame, bisogno di bere:sete, busogno di calore: freddo, ecc.) ma anche spirituali. L’essere umano ha bisogno di socializzare non solo come convivialita’ ma sente il bisogno di esprimere i suoi sentimenti, nel bene e nel male, di condividerli, di manifestarli (musica, pittura, ballo, scultura, poesia). Credo sia il suo bisogno primario … e spero che mai gli animali parlino perche’ perderebbero la loro caratteristica principale che ce li fa amare tanto: la purezza e l’innocenza.

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  6. Converrai che siamo noi esseri umani che costringiamo gli animali sempre all’angolo … noi, conquistatori e sottrattori della terra e degli spazi in cui essi vivono. Siamo noi che li costringiamo alle nostre visoni della vita e ad essi non resta che stare zitti … cosa accade nei circhi in cui sono costretti ad esibirsi? sono costretti ad assassinare la purezza e l’innocenza esibendosi ignominiosamente. Ecco, loro sono loro, ma noi non siamo noi: noi li costringiamo alla nostra macabra volontà. Sai qualche giorno fa, ho letto un articolo su la Repubblica in cui si parlava delle scimmie costrette a subire svariate efferatezze da noi esseri umani in termini di profitto e sfruttamento … ebbene a un certo punto, quasi alla fine, l’articolo parla della storia di una scimmia femmina di orangutan più miti rispetto ad altre scimmie)… costretta addirittura a prostituirsi …. ho qui l’articolo con me perché di questa storia ho iniziato a scrivere un racconto. L’articolo a firma di Jeffrey Gettleman è del 6 novembre 2017 e recita: ALCUNI ANNI FA LA POLIZIA INDONESIANA HA LIBERATO UNA FEMMINA ORANGOTANGO CHE ERA STATA DEPILATA E VENIVA USATA COME PROSTITUTA IN UN BORDELLO.

    Ecco, gli animali sono animali e noi siamo gli umani, e non dovremmo oltrepassare la loro natura, cosa che invece facciamo sempre sia in pace sia in guerra, riducendo gli spazi e la loro essenza: pura e innocente. E se essi hanno una morale e credo l’abbiano, quella, è la morale della natura. E dell’esistenza. Grazie per il tuo commento. Buona serata.

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  7. Come darti torto. Talvolta ci sono parole che non possono non uscire ed esplodono ( anche quando non dovrebbero). Talvolta invece, al contrario, ci sono parole che non riescono ad uscire e restano bloccate sul fondo della gola. E ti senti un po’ come se dovessi buttarti nel vuoto. Quello che hanno in comune tra loro le parole, tutte le parole e’ che basta un po’ di fiato per modificare una vita intera. Incredibile come cosi’ poca energia abbia la possibilita’ di creare l’apocalissi di un mondo e crearne di altri.

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  8. le parole.. hanno un potere così grande come poche cose le hanno e sono così variegate nei loro intenti che possono fare malissimo o accarezzare… qualche volta ce lo dimentichiamo e le usiamo con leggerezza

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