L’Inizio

All’improvviso scappano fuori dalla bocca, violente come un fiume in piena, devastanti come una valanga, rotolanti come una cascata di biglie, cristalline come pioggia sottile ed a volte leggere come fiocchi di neve.
Parole, crudeli o misericordiose, non si tengono chiuse a lungo.
Alla fine esplodono.
Come bombe devastanti o come fuochi d’artificio festosi.
Qualche volta son bagnate di lacrime, altre volte amare come veleno.
Ma sono parole, suono vibrante nell’aria o disegno del suono sulla carta.
Le urli, le sussurri, le canti o le declami, comunque magnifica espressione del nostro essere creature spirituali in tutte le sue sfaccettature.
Utili, comode ,ma spesso arma micidiale come il coltello che taglia il pane che ci nutre ma ugualmente toglie la vita.
Sussurri d’amore o grida di dolore comunque esplosioni dell’anima, anche se piu’ il silenzio grida.

Tutte le immagini postate in questo blog sono immagini reperite liberamente nel web e rielaborate dalla sottoscriita, pertanto la firma nelle stesse deve intendersi riferita alla rielaborazione e non alla immagine.

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68 thoughts on “L’Inizio

  1. le parole possono tutto e una volta dirette al bersaglio…non tornano indietro. Certo non tutte, solo quelle “ben addestrate a colpire” in bene o in male. Giuliana, anche da me sei finita in spam…WP ha corridoi segreti che mi affascinano…

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      1. giorni addietro ero finita nella spam di tutti. Prima ho pensato che tutti mi ignoravano per chissa quale oscuro motivo, poi Alessia mi ha suggerito di chiedere a tutti di guardare nella spam e cosi’ molti mi hanno ripescata e tirata fuori da quella melma nera

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      1. io avevo chiuso il vecchi blog definitivamente, e aperto questo nuovo… ma dovevo fare una pausa blog per lavori in casa… comunque un piacere di rivederti … 😉

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  2. Paris lui manque, je le lui ai dit: il a la nostalgie de la critique,
    il n’a ni auteur a plumer, ni systeme a creuser,
    ni poete a desesperer, et n’ose se livrer ici a quelque debauche au sein de laquelle il pourrait deposer
    le fardeau de sa pensee.

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  3. Ci sono circostanze nelle quali le parole risultano eccessive, ingombranti, non necessarie.
    La parola che parla, la parola che nutre il silenzio assomiglia a un vento leggero: si fa notare, ma entra discretamente, scende nel profondo. Non usa toni violenti. Non si impone con l’irruenza del fuoco. Non dilaga con l’irrefrenabile forza dell’acqua. Sussurra, accarezza, passa accanto, ma poi scompiglia, capovolge, scombina, rigenera.
    Scende in profondità, sospinge fino alla sommità: poi, ricomincia.
    Accompagna, aspetta, riscalda, porta dentro.
    Insegna a scrutare, permette di riconoscere, porta luce, ma lascia che ciascuno dia voce alla vita che porta in sé.
    Non si sostituisce, non dà indicazioni, nemmeno risposte, ma suscita solo domande, curiosità e desiderio nuovo, fino a spingere al cammino, alla ricerca dell’inedito.
    Non teme la solitudine, la Parola che alimenta il silenzio.

    UNA PAROLA SPECIALE

    di Fausto Corsetti

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    1. probabilmente queste occasioni sono piu’ frequenti delle altre. Io preferisco il silenzio alle parole, cio’ che sento preferisco scriverlo perche’ mi consente di pesare le parole e non essere confusa dall’interlocutore. Cio’ che ne esce e’ sicuramente il mio pensiero piu’ pulito ed esente da “contaminazioni”. Grazie per essere passato dal mio blog 🌹

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  4. Vedere cose belle dove nessuno le scorge: un’impresa che riesce a chi conosce l’alfabeto del silenzio e a chi abita familiarmente spazi alti e solitudini eloquenti, capaci di generare la vita. Udire parole dove gli altri sentono solo frastuono. Tracciare percorsi dove i più vedono solo difficoltà e intralci. Tessere relazioni dove tutti leggono complessità e contrapposizioni. Questa è la sfida affidata a chi sa pronunciare parole che nutrono il silenzio.

    Grazie a te e un caro saluto.

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