L’Inizio

All’improvviso scappano fuori dalla bocca, violente come un fiume in piena, devastanti come una valanga, rotolanti come una cascata di biglie, cristalline come pioggia sottile ed a volte leggere come fiocchi di neve.
Parole, crudeli o misericordiose, non si tengono chiuse a lungo.
Alla fine esplodono.
Come bombe devastanti o come fuochi d’artificio festosi.
Qualche volta son bagnate di lacrime, altre volte amare come veleno.
Ma sono parole, suono vibrante nell’aria o disegno del suono sulla carta.
Le urli, le sussurri, le canti o le declami, comunque magnifica espressione del nostro essere creature spirituali in tutte le sue sfaccettature.
Utili, comode ,ma spesso arma micidiale come il coltello che taglia il pane che ci nutre ma ugualmente toglie la vita.
Sussurri d’amore o grida di dolore comunque esplosioni dell’anima, anche se piu’ il silenzio grida.

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Prima c’ero

Immagine dal web

Prima io c’ero
adesso, senza neanche accorgermene,
non ci sono più.
Svanita, smarrita nell’aria
uno sbuffo di polvere senza consistenza
Niente più certezze, punti fermi,
ancore o freni a mano,
sono niente
senza spina dorsale
senza ossa
senza gambe che mi portino
verso qualunque convinzione,
la testa vuota,
dentro solo l’ombra di un volo di farfalle
a cui mi aggrappavo
sperando di volare.

Giuliana Campisi

Sogno o son desta?

Immagine dal web

Si perde il sogno quando si concretizza
perde il suo rosa
ed i suoi rami fioriti
Diventa cosa che si tocca
ma non è poi così morbida
e neanche appetitosa
Il sogno deve rimanere tale
altrimenti si spezza
e dentro i suoi cocci
non lo riconosci più

Giuliana Campisi

Da un po’ di tempo …

Dal web

… e temo per tanto altro tempo ancora …

… ma voglio essere ottimista, come quello che vede il bicchiere mezzo vuoto ma si guarda in giro per vedere se c’è qualcuno che lo riempie nuovamente.

… di veramente poco

Foto personale

Piccoli segnali di speranza, la mia orchidea sta sbocciando. In questo periodo ci si accontenta di poco.

E fu l’inizio

Dal web

In un tempo lontano
la terra disperata
ferite slabbrate che non combaciavano mai
abitata da esseri non senzienti
privi di ogni scintilla
orde di non morti che marciavano impettiti
travestiti da manichini
adorni di sorrisi
branchie di pesce per non respirare l’aria
Ed era sempre notte,
le stelle non ardivano di splendere
orde di lucciole coperte di lucenti e fragili armature
pronte al primo segno di coraggio
a srotolare i fili della prigionia lunare
Quando avvenne la battaglia
fu violenza
la fine del silenzio
ogni cosa sanguino’ sudore
ogni dolore gocciolo’ sangue
e grida e lamenti e strida di battaglie
I rocchetti di filo si assottigliarono
i manichini persero i sorrisi
che si frantumarono a terra con fragore
giochi di fuoco d’avorio
Le lucciole avanzarono seppur stremate
le ali bruciacchiate ma la vittoria in mano
Avvenne così la fine e fu l’inizio
una nuova terra illuminata
le ferite rimarginate e i cervelli di nuovo
collegati al cuore

Giuliana Campisi

Il mio piccolo mondo

Immagine dal web

Se questo fosse l’ultimo giorno,
il mio ultimo giorno,
vorrei diventare famosa
per essere andata via in assoluto silenzio
nonostante il rumore rimbombasse
dentro il mio petto
dentro la testa
e spingesse forte per assordare il mondo,
il mio piccolo mondo
le sue lune ed i satelliti
che girano assolutamente al contrario
in senso antiorario
controcorrente, immancabilmente
Se fosse l’ultimo giorno
guarderei a lungo il mare
fino a riempirne gli occhi e farlo traboccare
sull’orlo delle ciglia
sull’orlo del mio mondo
che mi vuole abbandonare

Giuliana Campisi

Qualunque cosa tu decida …

… interessante considerazione.

Fragilità

Immagine dal web

Sembriamo di cemento
ma è solo gesso
artisticamente abbellito
una facciata fragile
che si frantuma sotto i colpi
della vita

Giuliana Campisi

La mia casetta segreta …

Acquerello su cartoncino- Giuliana Campisi

… nei miei sogni.