L’Inizio

All’improvviso scappano fuori dalla bocca, violente come un fiume in piena, devastanti come una valanga, rotolanti come una cascata di biglie, cristalline come pioggia sottile ed a volte leggere come fiocchi di neve.
Parole, crudeli o misericordiose, non si tengono chiuse a lungo.
Alla fine esplodono.
Come bombe devastanti o come fuochi d’artificio festosi.
Qualche volta son bagnate di lacrime, altre volte amare come veleno.
Ma sono parole, suono vibrante nell’aria o disegno del suono sulla carta.
Le urli, le sussurri, le canti o le declami, comunque magnifica espressione del nostro essere creature spirituali in tutte le sue sfaccettature.
Utili, comode ,ma spesso arma micidiale come il coltello che taglia il pane che ci nutre ma ugualmente toglie la vita.
Sussurri d’amore o grida di dolore comunque esplosioni dell’anima, anche se piu’ il silenzio grida.

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Buongiorno

… le avete lavate le mani?

Buonanotte

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… finirà la notte, come un miracolo sorgerà un nuovo giorno e succederà sempre all’infinito …

Nessun indizio

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Nessun indizio e non sappiamo come avanzare, la testa piena di inutili zavorre, sacchi di sabbia a perdere inculcati a forza da mani amorevoli da generazioni senza neanche saperne il perché.
Andiamo a tentoni prendendo cantonate, prendendo granchi da riempirci secchi enormi
Ed ogni volta restiamo turbati da come sia potuto succedere con tutte quelle informazioni che avevamo.
E ricominciamo, commettendo gli stessi errori perché non aggiorniamo i nostri files, intoccabili perché reperti storici, roba antica, di valore, cimeli di famiglia.
Roba nostra, i nostri cari defunti certamente si rivolterebbero nella tomba, guai a toccarli!
E invece i poveretti ti torcono e contorcono, alienati in un altro mondo senza poter comunicare, avvertire, dirci che si sono sbagliati, che è roba vecchia, cianfrusaglie inutili buone solo per un rigattiere. Che anche loro sono caduti nell’inganno di quelle mani amorevoli ed inconsapevoli, che non ci sono regole o ricette che non possano essere cambiate, modificate o rivoltate. Che le cose si affrontano con lucidità senza preconcetti, con la mente sgombra e l’animo sereno e che ogni evento è diverso dall’altro perché cambiano i tempi, cambiano le persone, gli ingredienti per combattere le battaglie si sono aggiornati.
Il nostro cervello è pieno di informazioni obsolete, la memoria è piena, occorre resettare o cambiare cervello.

Che posso fare …

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Non so trattenere un fremito di ciglia,
una piega in giu’ della mia bocca
e con la mano il gesto sciocco
di spostare via i capelli dalla fronte
benche’ li abbia cosi’ corti
No, no so neanche trattenere quel battito
furioso dentro il cuore che spinge
e spinge il petto e sembra che si puo’ vedere.
Se non so fare queste sciocche cose
come potrei saper tacere?
E allora parlo e sbaglio,
non so usare il tono della voce,
indomabile cavallo senza briglie
ma scelgo le parole, quelle piu’ rotonde,
con angoli smussati che non possano ferire
e non quelle lunghe e taglienti
conservate nel cassetto in basso
sotto strati di aggettivi ammorbidenti.
Che posso fare se la mia natura
e’ una stagione che non ha tempeste
ma solo pioggia che arriva senza
preavviso alcuno e bagna e bagna
fino ad allagare ogni mia stanza.

Giuliana Campisi © 2018

Buongiorno

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… stare a casa …

Meravigliose forme

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Incautamente ci mostriamo
talvolta trasparenti come una
foglia scheletrita restando indifesi
agli attacchi di chi crede
nelle supremazie individuali.
Appaiono le tracce ed i percorsi
del nostro interiore vagare
incisi profondamente sulla pelle.
Ogni segno non ha fine e si ripete
all’infinito in ogni singola cellula
del nostro essere unici nella moltitudine,
differenti nelle serialita’.
Meravigliose forme dal contenuto
magico e misterioso, pezzi unici
a comporre una unita’ inscindibile.

Giuliana Campisi © “Meravigliose forme” – 2018

Buongiorno

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… che buon profumo ha l’aria da un po’ di tempo a questa parte…

Giornata tipo

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... la mia gatta dorme tutto il giorno, da quasi un mese, nelle sue varie postazioni disseminate qua e là in diversi punti strategici della casa, postazioni in cui sono contemplate anche la mia pancia o le mie gambe a seconda di come sto sul divano. Non che prima fosse diverso, ma in questo oscuro periodo, il fatto di vedermi tutto il giorno a casa evidentemente la tranquillizza e la induce al sonno più di prima. Non dicasi lo stesso per me. Ora che finalmente potrei dormire a piacimento alle sei del mattino qualcosa scatta dentro la mia testa e non c’è verso di metterla a tacere. Niente, nulla serve a farmi riappisolare almeno per un’altra oretta, conta di pecore, immagini rilassanti, om mentali …

Inutile fingere che tutto vada bene, stare chiusi dentro casa, al riparo del contagio o da chissà che altro, non serve certo a nascondere la realtà di ciò che accade fuori dalle nostre mura e che ci tocca da vicino in un modo o nell’altro.

Il dolore di chi soffre si è diffuso nell’aria insieme al virus, ma non c’è mascherina che tenga, non c’è muro o medicina, arriva dritta al cuore e si soffre come se si fosse in prima linea.

Non conosco nessuna delle persone che sono morte, ma ciò non mi addolora di meno. Conosco tanti che stanno lavorando senza soluzione di continuità senza sapere neppure se riusciranno a sopravvivere a tutto questo. Conosco invece tantissimi che stanno soffrendo per motivi economici ed alcuni di loro sono a me vicini. La sofferenza di tutti è diventata un vestito che mi stringe addosso sempre di più. Ho la sensazione che mi manchi l’aria, ma non è il virus.

Vorrei essere un gatto.

Buongiorno

Dal web

… un giorno che sembra notte, buio e pioggia, uggia, uggia e uggia …