L’Inizio

All’improvviso scappano fuori dalla bocca, violente come un fiume in piena, devastanti come una valanga, rotolanti come una cascata di biglie, cristalline come pioggia sottile ed a volte leggere come fiocchi di neve.
Parole, crudeli o misericordiose, non si tengono chiuse a lungo.
Alla fine esplodono.
Come bombe devastanti o come fuochi d’artificio festosi.
Qualche volta son bagnate di lacrime, altre volte amare come veleno.
Ma sono parole, suono vibrante nell’aria o disegno del suono sulla carta.
Le urli, le sussurri, le canti o le declami, comunque magnifica espressione del nostro essere creature spirituali in tutte le sue sfaccettature.
Utili, comode ,ma spesso arma micidiale come il coltello che taglia il pane che ci nutre ma ugualmente toglie la vita.
Sussurri d’amore o grida di dolore comunque esplosioni dell’anima, anche se piu’ il silenzio grida.

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Buonanotte

Dal web – Pietrapertosa provincia di Potenza – Basilicata

è un momento magico, prima che scenda la notte il tempo si ferma, il chiarore si allarga e si sfuma, spunta una virgola in cielo, piccole luci si accendono qua e là, stelle di latta alle finestre. L’ansia si attenua, il corpo si rilassa … scende la quiete… ed è la notte.

Il mondo respira lo stesso

Silenziosa è questa stanza, nella sua penombra i quadri appesi alle pareti, in mancanza di parole, raccontano la vita.

Fotografie recenti, altre più antiche parlano chiaro, di come il tempo passa e cambia le persone. Il sorriso degli occhi non luccica più, le labbra sono tirate come se stentassero a sorridere.

I sogni si spengono e si riaccendono nella vita degli altri, i figli, i nipoti … speriamo nella loro vita ciò che non abbiamo avuto, che non siamo riusciti a conquistare.

Contiamo e ricontiamo gli errori commessi, ce ne rammarichiamo. Contiamo tutti i ma che ci hanno bloccato, tutti i se che ci hanno fermato, ma il bilancio con i passi in avanti non è mai a nostro favore.

Poi un giorno guardiamo dalla finestra, vediamo le macchine passare, il cielo con le nuvole di sempre che accompagnano le stagioni, le rondini che ogni anno misteriosamente ritrovano il loro nido. E vediamo tutto con occhi diversi.

Le stagioni cambiano, ma non sanno di farlo, le foglie cadono ma non hanno paura di farsi male e così gli uccelli nella tempesta, le spighe di grano contro il vento.

Il mondo respira, si muove, qualunque cosa noi facciamo, qualunque cosa pensiamo, il mondo continua a respirare ed a vivere.

Noi che con una sola parola possiamo uccidere e con una sola idea possiamo cambiare il mondo, all’improvviso ci rendiamo conto di essere semidei e di avere sprecato la vita ad aspettare qualcosa che poteva venire soltanto da noi stessi.

Nessuno ce lo dice, e se accade, non ci crediamo.

È questo il nostro castigo più grande.

Buonanotte

Da Pinterest

buonanotte perché è buio e ci sono le stelle, sempre, anche mentre dormiamo non smettono di brillare e respirare con noi. Buonanotte e buongiorno per qualche giorno. Ho bisogno di buio e silenzio, di ritornare al ventre materno e rinascere per riscrivere la mia vita che si trasforma giorno dopo giorno profondamente. Una nuova pelle ed un nuovo respiro, vogliatemi bene e vogliatevi bene.

Matrimoni?

Da Pinterest

… vogliate perdonarmi, ma a me i matrimoni non mi smuovono alcun interesse o curiosità, figuriamoci quelli di persone lontano da me e dai miei interessi e ancor di più di quelli che spendono per la cerimonia lo stesso importo che risolleverebbe il deficit pubblico di uno Stato. Che poi si passi una intera giornata davanti al televisore per carpirne ogni più piccolo particolare, mi sembra incredibile.

É pur vero che c’è chi guarda il Grande Fratello … in fondo guardare i matrimoni è un bel salto di qualità

Giornata da paura

… stanchissima, chilometri a piedi, perché? Un bellissimo appuntamento con mio marito, io vado a piedi, lui (come sempre) in macchina, ci vediamo tra un’ora in tal posto. Ok. Passa un’ora, mi telefona – tra mezz’ora sono lì. Ok. Passa un’altra ora, io sono ormai stanca e sudata, il sole a tratti esce dalle nuvole e brucia forte. Ho sete, voglia di un caffè e devo fare pipi’. Mi avvicino al luogo dell’appuntamento, lui non c’è. Lo chiamo al cellulare, non risponde. Penso stia guidando per raggiungermi e non lo sente (porta gli apparecchi acustici per una sordità totale da un lato e parziale dall’altro). Aspetto dieci minuti, é il tempo che impiegherebbe per arrivare da casa al luogo dell’appuntamento. Non arriva, io ormai sono allo stremo. Richiamo al cellulare per venti minuti di seguito e non risponde. I capelli mi si rizzano in testa, immagino un incidente, un malore, anche se avesse dimenticato a casa il cellulare sarebbe comunque già arrivato. Riprovo a telefonare ormai in preda al panico. Niente. Decido di correre verso casa facendo il tragitto che avrebbe fatto lui con la macchina. Sono trafelata, la gambe mi dolgono, la testa mi scoppia e la vescica pure. Penso al peggio ma non perdo il senso dell’umorismo, ora che ho i capelli quasi bianchi il nero mi donerà ed ho dimenticato di chiedere a mio marito dove vorrebbe essere sepolto visto che abbiamo ben tre cappelle disponibili e all’improvviso squilla il cellulare … dove cazzo sei? ci gridiamo contemporaneamente.

Inutile trascrivere quello che non mi è uscito dalla bocca, per delicatezza nei confronti di chi legge mi astengo. Praticamente lui mi aspettava in un altro posto (?) aveva dimenticato il cellulare a casa, non si ricordava il mio numero e mi cercava a piedi in tutt’altro posto da quello convenuto, poi era tornato a casa

Sono arrivata a casa furente e stanchissima senza neanche aver potuto fare la spesa, ma non avevo più la forza di litigare. So benissimo che aveva cambiato idea sul posto dell’appuntamento ma che sperava di raggiungermi prima che mi recassi lì, non tenendo conto che io, essendo a piedi, cambio tragitto come meglio mi pare.

Bene, non dovrò portare il lutto momentaneamente ma non gli chiederò preventivamente dove vuole essere sepolto, lo metterò dove fa comodo a me, sempre che non muoia prima io, visto che ce la sta mettendo tutta per farmi schiattare dalla paura.

Non pronunciare il mio nome

Da Pinterest

Non pronunciare il mio nome,
ombra della notte,
se prima non ti vesti
di inimmaginabile alba.

Non pronunciare il mio nome
senza la dignità per farlo
non cedo al buio
se non è mio pari

Giuliana Campisi 🔹️

Buongiorno

… a me ‘sto punto di vista non mi piace affatto!

… aho’, ma quanto sono bella da 1 a 10?

Da Pinterest

… snif snif … è odore di pesce quello che sento?

Buonanotte

Mi basta una candela. Il suo lume gracile

meglio propizia, con più pietà, l’incontro

coi fantasmi, che tornano, d’amore …

Konstantinos Kavafis

Liberi?

Da Pinterest

Non si può essere liberi se non in solitudine. Condividere spazi e pensieri costringe ad una forma di schiavitù che non consente libera espressione. L’uomo per natura non è un essere socievole, ma sociale, si costringe cioè ad una convivenza in comunità per interesse personale, rendendosi prigioniero da solo. Dipendere fisicamente, mentalmente o affettivamente da altri preclude ogni forma di libertà.