L’Inizio

All’improvviso scappano fuori dalla bocca, violente come un fiume in piena, devastanti come una valanga, rotolanti come una cascata di biglie, cristalline come pioggia sottile ed a volte leggere come fiocchi di neve.
Parole, crudeli o misericordiose, non si tengono chiuse a lungo.
Alla fine esplodono.
Come bombe devastanti o come fuochi d’artificio festosi.
Qualche volta son bagnate di lacrime, altre volte amare come veleno.
Ma sono parole, suono vibrante nell’aria o disegno del suono sulla carta.
Le urli, le sussurri, le canti o le declami, comunque magnifica espressione del nostro essere creature spirituali in tutte le sue sfaccettature.
Utili, comode ,ma spesso arma micidiale come il coltello che taglia il pane che ci nutre ma ugualmente toglie la vita.
Sussurri d’amore o grida di dolore comunque esplosioni dell’anima, anche se piu’ il silenzio grida.

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Che sia una notte di pace e di amore

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La chiave gira nella serratura: tac!

Un rumore rassicurante, quasi un respiro di sollievo.

La porta si apre, sono a casa, al sicuro.

Mi muovo liberamente, anche al buio, conosco ogni angolo, ogni muro, lo spazio tra una porta e l’altra, il tavolo con le sedie, esattamente dove sono, al millimetro.

Poi gli occhi si abituano all’oscurità, un po’ di chiarore entra dalle fessure delle serrande. Non voglio ancora accendere la luce, nella penombra mi sento protetta, sento la mia casa come parte di me, del mio corpo.

Qualcosa mi sfiora le gambe, Maya mi dà il benvenuto, con un sommesso miagolio mi fa capire che ha fame. Adesso vado in cucina e accendo la luce, riempio la ciotola, Maya ci si tuffa felice.

Guardo fuori dalla veranda, nei palazzi di fronte quasi al buio, spiccano le luci accese delle cucine. Nel silenzio della città che si acquieta, il rumore di pentole e piatti di chi prepara la cena fa da sottofondo musicale a questa serata tiepida di un autunno che ha il sapore ed il colore dell’estate.

Il cielo è terso, le stelle scintillano, una falce di luna risplende magnifica. Che sia una notte di pace ed amore per tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

Senza fretta

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Non dobbiamo avere fretta.
La vita scorre su di un filo di attimi, ogni attimo è il presente, dobbiamo fermarci a guardarlo, non è mai uguale.
Deve essere uno stupore continuo la vita, uno spalancare gli occhi e meravigliarsi sempre.
Ogni tramonto è diverso, ogni frutto sull’albero è diverso.
Gli uccelli volano, ma cambiano direzione, come il vento, come i nostri pensieri, foglie che si staccano dai rami, volteggiano e cadono. Mai nello stesso punto.
Ogni attimo è prezioso, è il carato di un brillante, una goccia dell’oceano, un chicco di grano che diventa farina e poi pane.
Il pane, non va sprecato, va gustato, pezzettino per pezzettino, come l’acqua, come l’amore.
Senza fretta.

Ma passerà

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... non ho più parole. Un sacco vuoto, una candela spenta, inutilità completa. Fumo, nebbia, sonno, questo rimane. Raccatto qua e là qualche pezzo, si deve andare avanti, ma una pentola rotta fa acqua. E l’acqua gocciola gocciola gocciola ed alla fine buca la pietra.

Buonanotte

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... la notte sta per accendersi, stelle, lucciole e candele. Illumineranno strade buie, vicoli in ombra, cuori spenti …

Il mio eterno vagare

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Cerca
là, dove mi avevi dimenticata
abbandonata
o smarrita
tra le pieghe d’autunno
nel mormorio della pioggia
tra i petali strappati dal vento,
il mio corpo custode di tutte le stagioni
la mia testa scrigno di uccelli migratori
Cercami,
se anche il tuo cercare fosse vano
mi farà rinascere
falena silenziosa e solitaria
pronta a bruciarmi nuovamente
se mi sento morire
per il disordine inesorabile
del cuore che sbanda
del silenzio che anelo
della solitudine che fabbrica sogni
del mio eterno vagare.

Giuliana Campisi

Lunedì …

La dieta? La comincio da lunedì.
Il mio nuovo lavoro? Inizierò lunedì.
Ti sei iscritta in palestra? Da lunedì.
Il lunedì è un giorno simbolico, il giorno dell’inizio. Quello che poi ogni cosa la rimandi al lunedì successivo. Il lunedì sta antipatico a tutti, non solamente a chi lavora e dopo un salubre riposo deve ricominciare, anche a chi sta a casa non va tanto giù. Il lunedì è lunatico, non sempre si presenta come una giornata splendente che invoglia a nuove cose, spesso è uggioso e buio, piovoso e melanconico. Questo certo non fa iniziare sotto i migliori auspici.
Lo squillo della sveglia abbatte come una cannonata ad una nave che già stava affondando ed il caffè non sembra così buono e corroborante come negli altri giorni. La tazzina scotta, il caffè è amaro, il cielo è grigio e pesti la coda al gatto. Inizio favoloso.
Eppure c’è chi lo ama (?)
I commercianti che il lunedì hanno la chiusura dei loro negozi, per esempio e poi … beh, al momento non mi viene in mente nessun’altro.
Ah, a proposito, oggi é lunedì, già Paola noir622224124 ha mandato il suo anatema a questo infausto giorno, ovviamente nel suo magnifico stile ed io, su cui già da diverse ore incombeva questo pensiero, l’ho seguita a ruota.